Terra e Luna

Posted on agosto 1, 2009

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Lanciato in orbita nel 2007 per sondare i fenomeni più violenti dell’universo remoto, il satellite AGILE – piccolo gioiello tutto italiano dell’ASI, realizzato in collaborazione con l’INAF e l’INFN – raccoglie risultati sorprendenti anche quando gli cade l’occhio verso terra.

LRO ci mostra il violento passato della giovane Luna

Secondo i nuovi risultati dal NASA Lunar Reconnaissance Orbiter (LRO). la Luna fu bombardata da due distinte popolazioni di asteroidi o comete nella sua giovinezza e la sua superficie è più complessa di quanto si pensasse, secondo i nuovi risultati dalla NASA Lunar Reconnaissance Orbiter (LRO)

Individuati ponti sulla Luna

Analizzando le immagini della missione lunare LRO, i tecnici della NASA hanno individuato due ponti naturali sulla faccia nascosta della Luna. Le misure del ponte più lungo sono di 20×7 metri di larghezza, mentre il suo vicino più piccolo è di circa la metà.

La rotazione del Gondwana 

La Gondwana è stato un supercontinente generatosi durante il Neoproterozoico dall’aggregazione dei frammenti della Pangea, un supercontinente preesistentee e scomparso nel Mesozoico. Dalla sua frammentazione sono nati gli attuali continenti dell’emisfero meridionale (Sudamerica, Africa, India, Antartide, Australia).

Scoperta eccezionale! La luna si sta contraendo! 

La recente scoperta tra le rocce della crosta lunare indica che è il suo diametro si è ridotto a livello globale nel recente passato geologico e che potrebbe essere ancora oggi contrazione. Queste sono le drammatiche conclusioni cui è giunto un team di analisi del NASA Lunar Reconnaissance Orbiter (LRO). I risultati forniscono importanti indizi per la recente era geologica della Luna e della sua evoluzione tettonica.

Immaginate di galleggiare a circa 35.000 miglia al di sopra del lato soleggiato della Terra. Il nostro pianeta brilla sotto in una maestosa spirale di colore e forme. Tutto sembra tranquillo, senza satelliti o detriti spaziali da schivare e ci si potrebbe semplicemente rilassare e godersi il vuoto nero dello spazio.
Il nucleo terrestre non è una bella sfera compatta tutta d’un pezzo. Oltre al fatto che è composto da un nucleo interno solido circondato da un nucleo esterno liquido, gli scienziati della Terra hanno da tempo osservato che le onde sismiche si trasmettono più velocemente se si propagano attraverso il nucleo nella direzione nord-sud rispetto a quelle che viaggiano nella direzione est-ovest.

Fonte sconosciuta di raggi cosmici rilevata nell’emisfero sud 

Anche se ancora in costruzione, l’osservatorio IceCube Neutrini Observer al Polo Sud ha già rilasciato interessanti dati scientifici, tra cui un accertamento precoce di un fenomeno per cui non era nemmeno stato concepito per studiare.
L’idea di un ascensore spaziale circola sin dalla fine dell’800, ma nonostante i grandi sogni e anni di ricerca, le promesse per un ascensore che permetta un accesso all’orbita, a basso costo e veloce, è rimasto solo fantascienza.

I ricercatori della NASA stanno monitorando un grande evento nel pianeta, la nostra atmosfera. In particolare uno strato di gas rarefatto chiamato “termosfera” recentemente crollato e ora è in ripresa.

Gli scienziati stanno ancora tentando di decifrare come e perché la Terra sia riuscita a riemergere dalla sua ultima era glaciale, un evento che ha aperto le porte ad un clima più caldo che ha favorito la nascita della civiltà umana. 
Lo strumento Mini-RF (synthetic aperture radar) a bordo della sonda americana Lunar Reconnaissance Orbiter (LRO) ha recentemente analizzato un cratere che risulta essere potenzialmente ricco di ghiaccio d’acqua vicino al Polo Nord lunare.
Gli scienziati hanno individuato il sito ideale per la prima esplorazione di un lago antartico sub-glaciale, che potrà fornire ricerche rivoluzionarie sui cambiamenti climatici e che porterà alla scoperta di forme di vita tagliate fuori dalla linea evolutiva per milioni di anni.
Gli astronomi, hanno teorizzato che il pianeta Terra e la Luna sarebbero stati creati come risultato di una collisione tra due pianeti giganti delle dimensioni di Marte e Venere. Fino ad oggi, si pensava che questa collisione sarebbe avenuta circa 30 milioni di anni dopo la nascita del Sistema Solare, circa 4.537 milioni di anni fa. Ma la nuova ricerca dimostra che la Terra e la Luna devono essersi formati molto più tardi, forse fino a 150 milioni di anni dopo la formazione del Sistema Solare.
Sono una manna caduta dal cielo i due frammenti fossili del Sistema Solare primordiale riemersi dai ghiacci dell’Antartide. Per miliardi di anni, sin da quando il disco protostellare da cui hanno avuto origine i pianeti vorticava intorno al Sole, quel meteorite da cui arrivano i granuli ha vagato nel cosmo.
La missione AGILE ha misurato dei “super-lampi” che emettono una forte radiazione gamma di alta energia e che sono prodotti da fenomeni atmosferici rivelati soprattutto nella fascia tropicale. AGILE, una missione dell’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) con partecipazione dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF) e dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare(INFN), è dedicata allo studio del cosmo, ma grazie ai suoi strumenti molto sofisticati può cogliere fenomeni impulsivi prodotti anche dalla Terra, simili a quelli che si osservano nelle profondità delle galassie.

Acceleratori con la testa fra le nuvole

Potenti scariche di fulmini durante un temporale e raggi cosmici provenienti dall’universo. Questi gli ingredienti. Quando i due fenomeni si sovrappongono, abbiamo le condizioni ideali per l’innesco di un super-acceleratore di particelle naturale al di sopra delle nubi, a 40 chilometri dalla superficie terrestre. È quanto ha appena scoperto un esperto di fulmini, Martin Fullekrug, ricercatore all’Università di Bath. Il suo studio è stato presentati ieri a Glasgow, durante il National Astronomy Meeting della Royal Astronomical Society.
Per la prima volta è stata fotografata la “miccia” che accende le aurore, gli spettacolari bagliori luminosi osservabili dalle regioni polari. Grazie ai quattro satelliti della missione CLUSTER, lanciati nel 2000 da Esa e Nasa, i ricercatori sono riusciti a immortalare l’attimo in cui le particelle cariche di energia intrappolate nella bolla magnetica della Terra subiscono un’accelerazione che qualche attimo dopo provocherà una brillante aurora.

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