Scienziati spagnoli affermano di aver scoperto Planet X

Posted on dicembre 24, 2009

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I Fatti

Nel 1984, Dave Green dell’University of Cambridge e le osservazioni successive, fatte col Very Large Array radio telescope nel 1985 individuarono un oggetto celeste, chiamato G1.9 e identificato come una giovane supernova esplosa meno di 1000 anni fa.
Nel 2007, le osservazioni a raggi X fatte con il Chandra NASA X-ray Observatory rilevarono che l’oggetto era aumentato del 16% circa di dimensione. Questa anomalia potrebbe essere spiegata con una esplosione verificatasi appena 150 anni fa, periodo in cui però, non fu osservata dagli astronomi.
G1.9 è attualmente posto in direzione del centro galattico della Via Lattea, nella costellazione del Sagittario e non è visibile nella banda di luce normale ma solo agli infrarossi.

La controversia

Secondo gli astronomi spagnoli dello Starviewer Team, questo oggetto non pone alcun mistero, in quanto l’aumento di dimensioni indicherebbe semplicemente che si sta avvicinando alla Terra.
In pratica, questi studiosi, stanno annunciando alla comunità scientifica che avrebbero individuato una nana bruna nel nostro Sistema Solare distante appena 60 UA dalla Terra (il doppio della distanza Sole-Nettuno)

Nelle immagini si nota chiaramente l’aumento di dimensioni a distanza di 23 anni.
Ma per la scienza ufficiale, questo sarebbe solo il segno di come i residui dell’esplosione si stiano espandendo e non dimostrerebbero un avvicinamente della presunta nana bruna.

Lo Starviewer Team ha pubblicato un’immagine in cui viene confrontato G1.9 con una nota nana bruna chiamata Gliese 229A sulla destra.
Le zone colorate di rosso scuro sono quelle più calde e si nota che G1.9 ha una similare emissione a quelle di Gliese 229A.
Lo Starviewer Team suggerisce inoltre che se fosse davvero stata una supernova, le aree esterne sarebbero dovute apparire estremamente fredde, in quanto il materiale espulso si sarebbe dovuto raffreddare velocemente in seguito all’esplosione della stella.
I sostenitori della teoria ufficiale controbattono dicendo che l’emissione molto calda è segno della recente esplosione avvenuta appena 150 anni fa.
Inoltre dalle osservazioni ripetute a distanza di 23 anni, l’oggetto non si è relativamente mosso, come si attenderebbe se fosse davvero una nana bruna nel nostro Sistema Solare.
Alcuni scienziati hanno preso a cuore la questione e pubblicheranno nel febbraio 2010 i risultati dell’eventuale orbita di questa ipotetica nana bruna, secondo il postulato del team di astronomi spagnoli e gli studi di Lissauer, Murray e Matese (che esporremo nella traduzione italiana nelle prossime settimane su questo sito).
Inoltre, a questo oggetto sarebbero imputati i cambiamenti climatici in corso nel Sistema Solare come pubblicato dal Dr. Paul Clark su science.com il 10 luglio 2009.

Considerazioni:

Il nostro sito, Nemesis Project Research, nato appositamente per convogliare tutte le questioni relative alla scoperta di Planet X (Nemesis), seguirà con vivo interesse gli sviluppi della questione.
Il nostro parere personale è che, le reali possibilità che un oggetto massiccio orbiti a una distanza di 60 UA dal Sole sono pochissime, in quanto la sua influenza gravitazionale sarebbe stata troppo elevata per i corpi esterni del Sistema Solare. Tuttavia, riteniamo che questa possibilità non va esclusa del tutto, ma approfondita.
Personalmente non mi ritengo scettico, ma semplicemente poco convinto vista la scarsità di prove fornite dagli spagnoli.
Come già trattato in questo sito, Urano presenta una anomala inclinazione del suo asse, causata sicuramente dal transito di un oggetto ad una distanza assai bassa. I Pianeti transnettuniani presentano anomalie orbitali assai evidenti, con una inclinazione sull’eclittica assai anomala e ampia.
Lo stesso Sistema Solare, si sta riscaldando, secondo quanto riportato nei mesi scorsi da fonti NASA.
Lo stesso Sole sta attraversando una fase di minimo profondo e chi conosce la meccanica solare e la criogenesi delle macchie, sa benissimo che a disturbarne la loro formazione può essere anche un campo elettromagnetivo (teoria di Timo Niroma) che inibisce la dinamo solare differenziata tra i poli e la fascia equatoriale.
E se davvero la causa principale fossero le forti emissioni elettromagnetiche di G1.9?
Staremo a vedere, intanto nel 2012, la NASA presenterà la mappatura della volta celeste fatta agli infrarossi dal telescopio WISE e allora, ogni ragionevole dubbio su Planet X sarà sciolto definitivamente.

Arthur McPaul

Link:
http://www.viewzone.com/browndwarf.html
http://www.darkstar1.co.uk/news.html
http://starviewer.wordpress.com/

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