LCROSS MISSION: Acqua sulla Luna

Posted on febbraio 4, 2010

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Grande interesse ha suscitato nei mesi passati la missione LCROSS della NASA ( Lunar CRater Observation and Sensing Satellite) progettata per rilevare la presenza di acqua nelle zone in ombra dei poli lunari. Ricordiamo le tappe fondamentali.
Costata alla NASA 79 milioni di dollari, la missione LCROSS aveva il gravoso compito di dimostrare la presenza di acqua sulla Luna, annidata in grossi depositi di ghiaccio, presenti nel fondo perennemente buio dei crateri polari. Il sospetto che esistesse acqua era sorto dalle analisi dei dati inviati dalla missione Clementine.
Il lancio di LCROSS è avvenuto il 18 giugno 2009 tramite il razzo Atlas V insieme ad una seconda missione lunare, il Lunar Reconnaissance Orbiter (LRO).

Alle ore  22:16:43 UTC, cioè 44 minuti dopo il lancio, il Lunar Reconnaissance Orbiter si è separato dall’ultimo stadio del razzo vettore; circa tre ore dopo LCROSS ha acquisito il controllo del razzo Centaur.
Il 23 giugno LCROSS ha eseguito una manovra che ha permesso di metterla in orbita polare al sistema Terra-Luna in modo da poter avvicinarsi al luogo designato per l’impatto, raggiungendo la minima distanza dalla superfice lunare di 3.200 km. Durante questa fase di volo sono stati testati gli strumenti ed osservati i crateri Mendeleev, Goddard C e Giordano Bruno e sono stati eseguiti test di osservazione del limbo lunare.

Il 22 agosto 2009, un guasto dei sensori, ha messo a rischio la riuscita dell’intera missione, che tuttavia è proseguita senza problemi. Il 9 ottobre, dopo che la sonda aveva percorso ben tre orbite complete del sistema Terra-Luna, alle 00:50 GMT è avvenuta la separazione tra il razzo Centaur e LCROSS.

Un video registrato durante la discesa e trasmesso in diretta in internet sui canali della NASA, ha mostrato l’impatto in prossimità del cratere Cabeo, che è avvenuto alle 11.31 UTC (ore 13.31 italiane) ad una velocità di ben 9000 km/h.
Circa 4 minuti dopo, anche la LCROSS, ha impattato al suolo attraversando il pennacchio sollevato dall’esplosione e ha analizzato  la composizione per controllare l’eventuale presenza d’acqua.
Gli impatti sono stati osservati dalla Terra con i più potenti telescopi, da LRO e dal Telescopio spaziale Hubble. Il cratere per l’impatto era stato scelto tra una lista di candidati, in base ai dati forniti da LRO e dalla sonda lunare indiana Chandrayaan-1.

La notizia tanto attesa è stata diramata dalla NASA soltanto il 13 novembre 2009: in base all’analisi preliminare dei dati raccolti durante l’impatto, è stata confermata la presenza di acqua sulla Luna, che ammonterebbe a circa 100 kg per campione esaminato.
Sono state rilevate linee di emissione dell’acqua anche  nello spettro della luce visibile e nell’ultravioletto.
È stata inoltre rilevata la presenza di idrossile, prodotto dalla scissione dell’acqua investita dalla radiazione.
Questa missione doveva spianare la strada per la colonizzazione del satellite con l’installazione di basi lunari stabili. Ma prima ancora, nel 2020, l’uomo sarebbe dovuto tornare, per riesaminare da vicino con le nuove strumentazioni disponibili la superficie.
Tuttavia, questo per il momento resterà soltanto un sogno. Il Presidente Barack Obama e il Congresso degli Stati Uniti, per far fronte al devastante deficit di bilancio, hanno deciso di annullare il nuovo sbarco previsto per quella data.
Alla NASA dunque, sono stati tolti i fondi per il ritorno sulla Luna ed è stata  dimessa l’agenzia aerospaziale Constellation che se ne doveva occupare. LCROSS probabilmente è stata una missione vana, in questo senso. 
Tuttavia, la presenza di acqua, su un piccolo corpo celeste, considerato morto sia geologicamente che biologicamente come la Luna, rende aperte le possibilità, che la vita possa essere molto diffusa in altri mondi , apparentemente inospitali.

Arthur McPaul

Approfondimento:

Il video esplicativo della missione LCROSS 
Lo spettacolare video dell’impatto di LCROSS sulla superficie lunare
  
Fonte:
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