Antikythera, il primo computer

Posted on febbraio 25, 2010

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 Un misterioso meccanismo, affascina da anni l’archeologia, essendo un vero e prorio computer, risalente ai tempi dell’antica Grecia. Il mistero adesso potrebbe essere stato definitivamente svelato.

La macchina di Anticitera, nota anche come “meccanismo di Antikythera”, è considerato il più antico calcolatore meccanico conosciuto, databile intorno al 150-100 a.C. Ritrovato nel 1900 grazie alla segnalazione di un gruppo di pescatori di spugne al largo dell’isola di Antikythera, alla profondità di circa 43 metri, in un’enorme nave affondata, risalente all’87 a.C. e adibita al trasporto di statue in bronzo e marmo.

Il 17 maggio 1902 l’archeologo Spyridon Stais, esaminando i reperti recuperati dal relitto, notò l’ingranaggio inglobato in quella che era sembrata inizialmente una pietra ma che era in realtà un meccanismo fortemente incrostato e corroso, composto da un’intera serie di ruote dentate, ricoperte di iscrizioni.

Dalle dimensioni di circa 30 cm per 15 cm, dello spessore di un libro, era costruita in bronzo e originariamente montata in una cornice in legno. Era ricoperta da oltre 2.000 caratteri di scrittura, dei quali circa il 95% è stato decifrato (il testo completo dell’iscrizione non è ancora stato pubblicato).

Ciò che oggi si conosce riguardo a questo Calcolatore si deve, invece, all’archeologo e ricercatore Derek John De Solla Price (1922-1983), professore di Storia della scienza presso la Yale University (Connecticut – USA), che nel 1951 cominciò a studiare il meccanismo e dopo circa 20 anni di ricerche riuscì a capire come funzionava. 

Derek J. De Solla Price,  si dedicò al restauro del congegno, ripulendolo dalle incrostazioni e cercando di sanare le evidenti corrosioni, poi effettuò la traduzione e decifrazione delle iscrizioni. Questa fase fu molto proficua perché svelò, al di là di ogni dubbio, la funzione astronomica del Calcolatore. Nelle iscrizioni ritrovate e tradotte, il Sole è nominato parecchie volte, Venere almeno una volta ed è nominata l’eclittica. Un’iscrizione interessante fu quella che riportava “76 anni, 19 anni”, un chiaro riferimento  ai cicli astronomici di grande importanza (callippico e metonico). 

La riga sottostante a questa appena menzionata, riporta il numero 223, che con elevata probabilità si riferisce al ciclo delle eclissi, costituito – appunto – da 223 mesi lunari.
Infine,cercò svelare il funzionamento e  la meccanica dello strano reperto. Con l’ausilio dei raggi X e gamma, in grado di penetrare il blocco calcareo in cui gli ingranaggi sono stati incastonati, Derek De Solla Price riuscì ad ottenere fotografie interne dell’oggetto svelandone particolari importanti. 

 (Il meccanismo ai raggi gamma)

Alcuni archeologi sostennero che il meccanismo era troppo complesso per appartenere al relitto ed alcuni esperti dissero che i resti del meccanismo potevano essere fatti risalire ad un planetario o a un astrolabio. Le polemiche si susseguirono per lungo tempo ma la questione rimase irrisolta.

(Derek John De Solla Price (1922-1983) con un suo modello ricostruito del meccanismo)

L’estrema complessità del congegno era inoltre dovuta al fatto che tale rapporto veniva riprodotto tramite l’utilizzo di una ventina di ruote dentate e di un differenziale, un meccanismo che permetteva di ottenere una rotazione di velocità pari alla somma o alla differenza di due rotazioni date. Il suo scopo era quello di mostrare, oltre ai mesi lunari siderali, anche le lunazioni, ottenute dalla sottrazione del moto solare al moto lunare siderale.
Sulla base della sua ricerca, Price concluse che, contrariamente a quanto si era creduto in precedenza, nella Grecia del II secolo a.C. esisteva effettivamente una tradizione di altissima tecnologia.

Il meccanismo di Anticitera, nonostante non trovi pari sino alla realizzazione dei primi calendari meccanici successivi al 1050, rimane comunque perfettamente integrato nelle conoscenze del periodo tardo ellenistico: vi sono rappresentati solo i cinque pianeti visibili ad occhio nudo ed il materiale usato è un metallo facilmente lavorabile.
Ad Alessandria d’Egitto infatti durante l’ellenismo operarono molti studiosi che si dedicarono anche ad aspetti tecnologici realizzando macchine come quella a vapore di Erone. A Siracusa inoltre già dal 213 a.C. Cicerone cita la presenza di una macchina circolare costruita da Archimede con la quale si rappresentavano i movimenti del Sole, dei pianeti e della Luna, nonché delle sue fasi e delle eclissi. Tuttavia l’unicità del meccanismo di Anticitera risiede nel fatto che è l’unico congegno progettato in quel periodo arrivato sino ai giorni nostri e non rimasto nel limbo delle semplici “curiosità”.

 (schema del meccanismo)

La scoperta del Calcolatore di Antikythera fa presumere che gli antichi avessero individuato due la natura eliocentrica e non geocentrica del sistema solare e la formazione del Sistema Solare basata su quella che molti secoli dopo è stata denominata la “Teoria dei vortici”.

Il valore scientifico di questo meccanismo ad ingranaggi è indiscutibile in quanto l’inventore del Calcolatore di Antikythera potrebbe aver anticipato di 19 secoli i risultati della legge della gravitazione universale formulata da Isaac Newton nel 1687 (Philosophiae Naturalis Principia Mathematica), ha precorso ed utilizzato la teoria eliocentrica proposta da Niccolò Copernico nel 1543 (De revolutionibus orbium coelestium), ed ha anticipato lo studio cinematico dei rotismi epicicloidali pubblicato da Robert Willis nel 1841 (Principles of mechanism).

Sul numero 498 di febbraio 2010 della rivista “Le Scienze”, un articolo a firma di Tony Freeth afferma che Il meccanismo di Antikythera è un calcolatore meccanico unico nel suo genere, costruito in Grecia e risalente al II secolo a.C. Avanzati strumenti di imaging hanno finalmente permesso di ricostruire il modo in cui il congegno permetteva di prevedere le eclissi lunari e solari e il moto della Luna nel cielo. Le iscrizioni sul meccanismo suggeriscono che potrebbe essere stato costruito nella città, allora greca, di Siracusa, forse in seno a una tradizione risalente ad Archimede.

Link:
– Le scienze febbraio 2010 (http://lescienze.espresso.repubblica.it/articolo/Decifrare_un_antico_calcolatore/1341875)
– http://www.lswn.it/archeologia/articoli/alla_ricerca_del_tempo_perduto_decifrato_il_meccanismo_della_macchina_di_antikythera

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