Prime misurazioni dell’età del materiale di Wild 2

Posted on febbraio 26, 2010

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(Analisi al microscopio dei campioni di Wild 2, mostrano frammenti di minerali, circondato da aerogel compresso)

La missione Stardust della NASA, verso la cometa Wild 2, lanciata nel 1999, era stata progettata con il presupposto che le comete conservano resti incontaminati di materiali che hanno contribuito a formare il Sistema Solare. La sonda ha eseguito un incontro ravvicinato (fly-by) della cometa il 2 gennaio 2004 ed ha raccolto dei campioni del materiale emesso dalla chioma cometaria, che è stato riportato a Terra il 15 gennaio 2006 insieme alla polvere interstellare raccolta durante il viaggio.

(immagine della cometa Wild 2 scattata durante l’avvicinamento di Sturdust)

Nella polvere riportata a Terra dalla sonda sono stati individuati numerosi composti organici, due dei quali contenenti azoto utilizzabile biologicamente, ed idrocarburi alifatici in catene più lunghe rispetto a quelle normalmente osservate nel mezzo interstellare. Non sono stati osservati silicati idrati, né carbonati, e ciò suggerisce che la polvere della cometa Wild 2 non ha subito alterazione per mezzo di acqua liquida. Sono state trovate poche particelle di carbonio puro, mentre il quantitativo di silicati cristallini è sostanziale: olivina, anortite e diopside, tutti materiali che si formano ad alta temperatura. Questa misura è in accordo con precedenti osservazioni di silicati cristallini sia nella coda di alcune comete, sia nei dischi circumstellari, a grande distanza dalla stella. Le possibili spiegazioni del perché materiale che si forma solo ad alta temperatura si trovi ad una grande distanza dal Sole sono state raccolte prima della missione Stardust da van Boekel et al 
 Anche se la missione era prevista per fornire una visione unica nel Sistema Solare restituendo un mix di condensati, granelli amorfi dal mezzo interstellare e  vere polveri stellari (grani cristallini originari da stelle lontane), i risultati iniziali hanno dunque dipinto un quadro diverso. I materiali della cometa consistevano invece di materiali ad alta temperatura ricchi di calcio-alluminio  (CAIs), gli oggetti più antichi formati nella nebulosa solare. Questi oggetti si formano nelle regioni interne della nebulosa solare e sono comuni nelle meteoriti.
La presenza di CAIs nella cometa Wild 2 indicano che la formazione del Sistema Solare, include una miscelazione radiale su distanze molto maggiori di quanto non sia stato previsto dagli scienziati in passato.

“Il materiale interno del Sistema Solare in Wild 2 sottolinea l’importanza del trasporto radiale di materiale su lunghe distanze nella prima nebulosa solare”, ha detto l’autore Jennifer Matzel dell’Istituto del Laboratorio di Geofisica e Scienze Planetarie e Glenn T. Seaborg Institute. “Questi risultati sollevano questioni chiave riguardanti i tempi della formazione delle comete e il rapporto tra Wild 2 e altri oggetti primitivi della nebulosa solare”. Le analisi ha mostrato che i materiali del Sistema Solare interno si sono formati 1,7 milioni anni dopo l’inizio della formazione del CAI.

FONTE: http://www.sciencedaily.com/releases/2010/02/100225164851.htm

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