Phobos è una luna cava

Posted on marzo 6, 2010

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L’orbiter Mars Express ha incontrato Phobos nella campagna osservativa di marzo, passando ad appena 42 miglia (67 chilometri), come mai era accaduto in precedenza per nessun altra sonda umana. I dati raccolti potranno contribuire a comprendere l’origine dell’enigmatica luna di Marte.
Qualcosa non quadra su Phobos. Appare come un oggetto solido, ma i sorvoli precedenti hanno dimostrato che non è abbastanza denso da essere solido. L’ipotesi è che all’interno dovrebbe essere dal 25 al 35% poroso. Ciò ha portato gli scienziati planetari a credere che sia poco più che un cumulo “macerie” che orbita attorno a Marte. Potrebbe essere composto da blocchi di piccole e grandi dimensioni con spazi all’interno.
 
La notte scorsa la sonda è passata abbastanza vicino per fornire agli scienziati i dati più precisi mai avuti sul campo gravitazionale di Phobos. Gli oscillatori di frequenza radio sul terreno sono 100.000 volte più stabile rispetto a quelli del veicolo spaziale, quindi per questo esperimento, che ha richiesto la massima precisione possibile, il segnale è stato inviato a Mars Express e poi restituito dalla sonda a terra.
Le onde radio viaggiano alla velocità della luce e hanno impiegato 6 minuti e 34 secondi per viaggiare dalla Terra alla navicella spaziale. Quindi il tempo di andata e ritorno è stato di 13 minuti, 8 secondi. Una volta che il segnale è stato ricevuto sulla Terra, era così forte che è stato intercettato anche dai radioamatori, anche se le loro apparecchiature non sarebbero normalmente in grado di rilevare le sottili variazioni indotte dalla gravità di Phobos.
Ora che i dati sono stati tutti raccolti, l’analisi potrà cominciare. Sarà fatta una stima della variazione di densità in tutta la luna. Questo dirà agli scienziati se Phobos è davvero quasi cavo all’interno:
“Phobos è probabilmente un oggetto di seconda generazione del Sistema Solare”, ha detto Martin Paetzold dell’Università di Colonia, in Germania, e principal investigator del Mars Radio Science (MARS) Experiment. 
Di seconda generazione, significa che i frammenti che compongono Phobos, si fusero in orbita dopo Marte si era già formato, piuttosto che contemporaneamente dalla stessa nube del pianeta rosso. Si suppone la stessa origine anche per la luna Amaltea che orbita intorno a Giove.
 
Qualunque sia l’origine, Phobos finirà per frantumarsi, infatti si sta gradualmente volgendo a spirale verso Marte e i suoi blocchi finiranno per essere separati. “E’ nato da detriti e finirà in macerie”, ha detto Paetzold. Nel frattempo sarà esplorato e studiato dai ricercatori.
Questo fly-by è stato solo uno della campagna dei 12, che Mars Express effettuerà nel mese di febbraio e marzo 2010. Nei due precedenti, il radar ha sondato la superficie della luna, in cerca di riflessi da strutture interne. Nel sorvoli successivi, la fotocamera di Mars Express fornirà immagini ad alta risoluzione della superficie della luna.

a cura di Arthur McPaul

Link: http://www.astronomy.com/asy/default.aspx?c=a&id=9644

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