Nella morsa del gelo. Marzo come dicembre (il resoconto)

Posted on marzo 10, 2010

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Nella morsa del freddo e della neve. Anomalia climatica in tutta Europa

Nel weekend giungerà un impulso d’aria fredda da nord.

L’Italia sta subendo gli effetti di una intensa perturbazione invernale che determina freddo e nevicate, in pianura sul Nord Italia. Nei prossimi giorni avremo meno fenomeni, ma farà ancora freddo.
Ivan Gaddari: 10-03-2010 ore 12:28
Stamane l’Italia si è svegliata sotto un consistente tappeto di nubi causato dalla perturbazione giunta ieri. Come saprete ha nevicato alle basse quote sulle regioni Centrali, sono cadute abbondanti piogge, non sono mancati i rovesci e neppure i temporali. Oggi il fronte perturbato è risalito verso Nord e la Val Padana si è svegliata sotto diffuse nevicate, in alcuni casi consistenti. Neve che seguiterà a cadere su molte regioni per gran parte della giornata e per un miglioramento si dovrà attendere la giornata di domani.
Come detto le precipitazioni sono state abbondanti anche al Centro Sud e purtroppo, come spesso accade ultimamente, fiumi e torrenti hanno accusato il colpo tracimando dagli argini a determinando condizioni di crisi. Anche stamattina l’estremo Sud, per via dello Scirocco, si è svegliato sotto autentici nubifragi e per un’attenuazione si dovranno attendere le ore serali. L’ultima regione che potrà godere di un miglioramento sarà la Puglia, in particolare la Penisola Salentina.
Tuttavia gli strascichi della perturbazione risulteranno evidenti anche domani, difatti le regioni Centro Meridionali risulteranno preda di una instabilità localmente consistente, le maggiori precipitazioni dovrebbero manifestarsi tra il basso Lazio, la Campania, l’Abruzzo e il Molise. Non mancheranno delle nevicate sui rilievi appenninici, localmente sino a bassa quota. Precipitazioni anche nelle due Isole, in Sardegna farà freddo e potrebbero esservi delle nevicate localmente a quote collinari. Inoltre durante la mattinata non si esclude qualche residuo fenomeno anche al Nord, in particolare sul Piemonte, a prevalente carattere nevoso. Neve che potrebbe interessare anche i rilievi alpini, specie quelli del Triveneto.
immagine 1 del capitolo  del reportage 17533
Domani ancora instabilità sparsa con precipitazioni soprattutto al Centro Sud e Isole. Probabili nevicate sui rilievi, localmente a bassa quota. Non mancheranno residue precipitazioni anche sul Nord Italia.

La giornata di venerdì inizierà con qualche schiarita in più, tuttavia la nuvolosità si rivelerà a tratti consistente e potranno esservi dei fenomeni a carattere sparso. In modo particolare nelle regioni del versante tirrenico. In serata, inoltre, un contributo d’aria leggermente più umida potrebbe determinare un nuovo peggioramento tra la Sicilia e il Sud Italia. Segnaliamo infine la possibilità di qualche residuo fenomeno anche sulla Liguria e nelle regioni del Triveneto.
Il freddo comunque sembra non volersene andare. Tra sabato e domenica il blocco anticiclonico presente sull’Europa occidentale porterà aria molto fredda a scorrere sul bordo orientale della stessa struttura e si dirigerà in direzione dei Balcani. Sull’Italia si attiveranno intense correnti settentrionali, i cui effetti si percepiranno in particolare sui versanti adriatici e al Sud. Il calo termico, in queste zone, dovrebbe rivelarsi consistenti, ma le temperature scenderanno un po’ dappertutto. Le zone citate pocanzi saranno soggette a un incremento dell’instabilità che determinerà nuove precipitazioni, in particolare nella giornata del sabato. Considerati i valori termici, si prevedono altre nevicate sui rilievi e nelle regioni del medio versante Adriatico, sino alla Puglia, potrebbero cadere anche a bassa quota.
Al Nord si attiveranno invece intense correnti di foehn che renderanno il tempo migliore in Val Padana, anche se comunque potranno esservi un po’ di nuvole sparse qua e là. Forti invece le nevicate lungo i crinali di confine, con possibili sconfinamenti in direzione dei settori nostrani maggiormente esposti.

http://www.meteogiornale.it/notizia/17533-1-ferita-invernale-lenta-a-guarire-freddo-anche-nel-weekend-con-instabilita-al-centro-sud

Primavera ancora lontana, la configurazione su scala sinottica delle grandi figure meteorologiche non consentirà, perlomeno per altre due settimane, l’arrivo di giornate miti, miti come quelle che si sono verificate nell’ultima parte del mese di Febbraio. Questo perché l’anticiclone delle Azzorre continuerà a fare da barriera alle correnti atlantiche consentendo sul suo bordo orientale la discesa di correnti fredde dal nord Europa. Nord Europa che continua a mantenersi gelato, le temperature attuali e quelle previste su tutta la Scandinavia e sul Mare del Nord sono davvero basse e finché le correnti proverranno da quei quadranti, per l’Italia ci sarà poco scampo. Cosa si prevede allora per i prossimi 15 giorni. L’attuale fase fredda non terminerà prima del 12 Marzo. Le condizioni del tempo e l’evoluzione del vortice che si anniderà sulla penisola sono ormai oggetto costante delle previsioni per cui su questo non ci dilungheremo. Ma anche dopo il 12 il canale del freddo non si chiuderà completamente tanto che ci aspettiamo altri impulsi, specie tra il 14 ed il 15.
 
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Evoluzione media per il 13-15 Marzo su base GFS-ECMWF (Tempo a tratti instabile e freddo sulla penisola con neve a bassa quota sulle regioni adriatiche)
 
 Questi, a differenza dei precedenti non dovrebbero dirigersi verso ovest ma tirare giù dritto investendo soprattutto le regioni orientali della nostra penisola. Le vorticità non sarebbero elevate ma qualche nevicata fino a bassa quota sarebbe garantita lungo tutto il versante adriatico. Dopo una brevissima fase più stabile caratterizzata comunque da temperature basse, sottozero nei valori minimi su diverse località, specie del centro nord, un nuovo importante impulso freddo proveniente da nord scivolerebbe verso il Mediterraneo aprendo una fase di maltempo più organizzata per la formazione di un vortice proprio sull’Italia. Questo dovrebbe avvenire intorno al 17 con una evoluzione che includerebbe anche 18, 19 e 20.
 
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Evoluzione media per il 17-20 Marzo su base GFS-ECMWF (Tempo  perturbato sulla penisola con neve a bassa quota o in piano al centro nord)
 
In questo frangente tornerebbero le nevicate, anche a bassa quota, localmente ancora in piano su molte regioni del centro nord ma il minimo potrebbe favorire qualche nevicata a bassa quota anche sulle regioni meridionali, la situazione è ancora tutta da verificare. Soltanto dopo il 21-22 Marzo, l’anticiclone delle Azzorre potrebbe distendersi verso il Mediterraneo portando qualche prima bella giornata dal sapore primaverile.
 
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Evoluzione media per il 22-25 Marzo su base GFS ECMWF ENSAMBLE(Tempo stabile sulla penisola con temperature in aumento)
 
Ma attenzione, primavera non vorrà dire necessariamente bel tempo anche per il periodo successivo, ma solo temperature più miti. La configurazione prevista per fine mese infatti e per Aprile, non è delle migliori. Se il freddo tornerà a casa sua, la pioggia potrebbe ancora interessare diffusamente l’area mediterranea. Ma di questo ne parleremo più in la. Noi ci rivedremo Mercoledì.
 

Anomalie Temperature e Precipitazione Italia – Dati CNR Febbraio 2010

Prima di postare le immagini dico subito che queste mappe non godono di una buona precisione, quindi non lamentatevi se nelle vostre zone le anomalie sono diverse da quelle reali.

Il CNR fa uso delle stesse stazioni di rilevamento dal 1800, questo per creare una serie temporale abbastanza lunga da poter aver dei confronti con il passato.
Le stazioni ovviamente non coprono tutto il territorio italiano, ma anche nel 1800 era così, quindi aumentare il numero di stazioni sarebbe sbagliato ( giusto per dire, la NASA e il NOAA le hanno invece diminuite ).
Anomalia Temperature:

 

Il mese chiude con una anomalia di +0.32°C ed è il 56° mese di Febbraio più caldo dal 1800. Il record spetta al Febbraio 1990 con un’anomalia di +2.93°C Anomalie Precipitazioni:

 

 

Il mese chiude con un surplus del 38% ed è il 36° mese di Febbraio più piovoso dal 1800.
Il Record spetta al Febbraio 1836 con un surplus del 240%

Ora passiamo al resoconto dell’inverno appena passato, il 2009/10
Anomalia Temperature:

L’inverno si chiude con una anomalia di +0.17°C ed è il 52° Inverno più caldo dal 1800. Il record spetta all’inverno 2006/07 con un’anomalia di +2.38°C Infine questo è il grafico delle anomalie termiche Annuali dal 1800:

Anomalia Precipitazioni:

L’inverno si chiude con un surplus del 39% ed è il 23° Inverno più piovoso dal 1800. Il record spetta all’inverno 1804/05 con un surplus del 99% Infine questo è il grafico delle anomalie precipitative Annuali dal 1800:

Come si può ben vedere dai grafici, l’inverno appena passato è stato di pochissimo più caldo di quello precedente e leggermente meno piovoso.
Ironicamente parlando mi viene da scrivere questa affermazione: “Che bell’inverno eccezionale e da record”

link: http://daltonsminima.wordpress.com/2010/03/08/anomalie-temperature-e-precipitazione-italia-%E2%80%93-dati-cnr-febbraio-2010/ 

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