Titano potrebbe ospitare forme di vita

Posted on marzo 24, 2010

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Le nuove scoperte sui fenomenomi geologici e sulla struttura superficiale dei corpi nel Sistema Solare, hanno radicalmente mutato le possibilità di trovare la presenza di composti organici e forme di vita.

La definizione standard di un “mondo abitabile” è un mondo con acqua liquida sulla sua superficie, la cui “zona abitabile” intorno a una stella è definita come la porzione di spazio in cui non fà nè troppo caldo né troppo freddo, permettendo all’acqua di esistere nello stato liquido.
Su Titano, la più grande luna di Saturno, la temperatura alla sua superficie si aggira intorno a 94 gradi Kelvin (meno 179 C, o meno 290 F) e l’acqua è una roccia dura come il granito. Molti scienziati ora ritengono che la vita possa essersi ugualmente sviluppata su Titano basandosi sugli idrocarburi che scorrono in forma liquida sulla sua superficie. Negli ultimi anni, gli strumenti a sonda Cassini della NASA e immagini catturate dalla sonda Huygens dell’ESA hanno rivelato un mondo sorprendente con un ciclo completo molto simile al ciclo idrologico sulla Terra, ma basato sul metano e sull’etano invece che sull’acqua.

 
 (Fiumi su Titano – immagine radar della sonda Cassini)

“La sonda Cassini, a partire dal 2004, ha scoperto un ciclo di metano/etano che ricorda molto il ciclo idrologico che vediamo sulla Terra,” afferma Jonathan Lunine, dell’Università di Roma Tor Vergata. Cassini ha rivelato fiumi e laghi di metano ed etano, i laghi evaporano per formare nubi, da esse piovono idrocarburi sulla superficie, che scorrono attraverso i fiumi nei laghi di raccolta. E’ l’unico mondo nel nostro sistema solare dove avviene un ciclo liquido come sulla Terra.

Ma ci sono un sacco di idrocarburi. Il metano e l’etano sono le molecole più semplici tra gli idrocarburi e sono di limitato interesse biologico. Ma gli idrocarburi sono versatili: si possono assemblare in strutture complesse. Gli idrocarburi complessi costituiscono la base per quello che chiamiamo vita. E’ lecito chiedersi se la chimica degli idrocarburi su Titano abbia varcato la soglia dalla materia inanimata per formare qualche forma di vita.
Certamente se ciò fosse davvero avvenuto, la vita non è come noi la conosciamo sulla Terra.
“Il DNA e RNA,” dice Lunine, “Sono composti che richiedono ossigeno e fosforo, ossigeno c’è ne è ben poco su Titano”. E la struttura stessa del DNA dipende dall’acqua allo stato liquido. “Il DNA forma una spirale a causa della sua estremità amante dell’acqua e acqua-repellente.” Quindi, la vita su Titano dovrebbe svilupparsi con altre molecole che trasportano le informazioni.”
Inoltre, dato che Titano è così freddo, la quantità di energia disponibile per la costruzione di strutture biochimiche complesse è limitata. Ma, secondo Lunine non è un fattore limitante. “Noi non abbiamo molta esperienza con la chimica a queste temperature.” Non sappiamo che cosa è possibile in realtà. La possibilità di scoprire una forma di vita con una base chimica diversa da quella della vita sulla Terra ha portato alcuni ricercatori a considerare il Titano il luogo più importante dove cercare la vita extraterrestre. In un articolo recente sulla rivista Astrobiology, Robert Shapiro, professore di chimica all’Università di New York, e Dirk Shulze-Makuch di Washington State University, hanno valutato Titano un obiettivo più importate di Marte.
(foto a lato: immagine della superficie, ripresa dalla sonda Huygen)
Marte, la luna di Giove Europa e la luna di saturno Encelado, sono al centro degli sforzi astrobiologici per la ricerca di vita a base di acqua. Ma la vita anche se si dovesse trovare, potrebbe aver condiviso la stessa origine che ha avuto sulla Terra, grazie cioè al bombardamento di meteoriti e comete. Non così per il Titano. Se c’è vita su Titano, essa è sorta separatamente dalla vita sulla Terra.

Non tutti sono d’accordo che Titano sia la priorità per questa ricerca. La NASA e l’ESA hanno recentemente dato l’assenso ad una missione di che esplorerà Europa, la luna di Giove. Potrebbero passare decenni prima che un’altra missione importante voli verso Saturno e Titano. Ma un lander su scala ridotta e meno costoso conosciuto come il Titan Mare Explorer (TiME) potrebbe essere lanciato già nel 2015, arrivando nel 2022 o 2023. Ellen Stofan del Proxemy Research di Rectortown, in Virginia, ricercatore principale della missione TIME, ha descritto il lander come una boa a forma di capsula che si tufferà in uno dei laghi del Nord di Titano e galleggierà sulla sua superficie per un periodo minimo di due giorni titanici (16 giorni terrestri).
“Monterà una serie di strumenti a bordo. Il più importante da un punto di vista scientifico è uno spettrometro di massa”, ha detto Stofan. “Analizzerà in sostanza un sorso di liquido, più volte, per determinare la composizione chimica. Sappiamo che c’è il metano, sappiamo che c’è l’etano”, ma il tempo potrebbero esserci complesse molecole organiche tuttìora sconosciute.
Se c’è vita su Titano, potrebbe essere difficile da rilevare. “Non mi aspetto di trovare nei laghi delle strutture filamentose fatte di cellule che sono di dimensioni macroscopiche o facilmente visibile”, afferma Lunine, che è un co-investigator della missione. Gli indizi potrebbero essere sottili. “Dovremmo cercare peculiarità nella composizione chimica, come gli idrocarburi che mancano, e altri che sono più abbondanti del previsto.”

Nessuno sa cosa succede alla chimica organica in ambienti come quello di Titano”,  aggiunge Lunine. “Potrebbe esistere una sorta di una chimica che si può chiamare vita, ma che si basa sugli idrocarburi liquidi, che noi non conosciamo e che dovremmo scoprire. E se la risposta fosse affermativa, significa che l’origine della vita ha avuto luogo più di una volta e potrebbe essere un risultato comune nei processi planetari nel cosmo.”

Se la risposta è sì, soprattutto significa che non siamo soli.

A cura di Arthur McPaul

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