La stella che creò il Sole

Posted on aprile 1, 2010

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Il Sistema Solare potrebbe essere nato dai resti di una singola stella fuggita dal suo ammasso, piuttosto che da un gruppo locale di stelle.

Alcuni meteoriti che contengono frammenti di roccia ricchi di calcio-alluminio suggeriscono che il Sistema Solare potrebbe essersi formato molto velocemente dalle ceneri di altre stelle. Questo perché le inclusioni di isotopo radioattivo dell’alluminio-26, si creano dentro stelle decine di volte più massicce del Sole e decadono con un tempo di dimezzamento di soli 720,000 anni. Tali stelle massicce tendono a formarsi in ammassi ed esplellono materiale con i venti che possono raffreddarsi e dare vita ai sistemi planetari.
Ma Vincent Tatischeff e i colleghi del Centro Nazionale per la Ricerca Scientifica a Orsay, in Francia, hanno indagato su un cluster di stelle massicce che sarebbe stato stato così caldo che la maggior parte degli Al-26 sarebbe decaduto prima che i pianeti si potessero raffreddare.
Essi suggeriscono che il Sistema Solare nacque dalle ceneri di una stella solitaria, che potrebbe essersi raffreddata in modo più rapido. Per tener conto dell’Al-26 osservato nelle meteoriti, la stella avrebbe comunque dovuto essere di massa maggiore, il che significa che probabilmente si era formata in un gruppo di altre stelle e ad un certo punto, potrebbe essere stata buttata fuori dal gruppo dall’azione gravitazionale dell’esplosione di un compagno. “Lo scenario può sembrare complicato, ma pensiamo che possa essere l’origine più probabile dell’alluminio-26 nel Sistema Solare”, ci diece Tatischeff.
Non appena fu espulsa nello spazio interstellare, la stella avrebbe liberato l’Al-26 in condizioni di vento, formando un guscio di materiale attorno ad esso. Quando la stella esplose più tardi, i suoi resti si sarebbero poi scontrati in questo guscio, creando una regione turbolenta con aree abbastanza dense per la formazione del  Sole.

Tatischeff dice che la maggior parte dei sistemi planetari della galassia non possono essersi formati  più rapidamente del nostro, dal momento che molti, probabilmente nascono da ammassi. Questo li esporrebbe ad aver livelli più bassi di Al-26, che genera decadiento del calore. Le temperature di raffreddamento potrebbero aver portato i pianeti rocciosi a prendere una strada evolutiva diversa rispetto alla Terra, forse diventando  “mondi-oceano“.

Eric Gaidos della University of Hawaii a Manoa ha realizzato lo scorso anno uno studio preliminare sulla possibilità di un genitore-stella fuggitiva, ma dice che lo scenario fa difficoltà a spiegare come il gas caldo proveniente dalla stella possa mescolarsi con materiali circostanti in modo abbastanza efficiente per formare in fretta il sistema solare.

Fonte: NewScientist

adattamento a cura di Arthur McPaul

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