Binary System 2M J044144: Nana bruna e pianeta gigante?

Posted on aprile 6, 2010

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Kamen Todorov della Penn State University e colleghi, utilizzando l’Hubble Space Telescope della NASA e il  Gemini Observatory hanno osservato una nana bruna anomala in un gruppo di 32 nane brune, facenti parte di una regione di formazione nella costellazione del Toro.
Questa nana bruna, presenterebbe un oggetto distante da essa circa 3,6 miliardi di km (circa la distanza tra Saturno o Urano dal Sole). Questo oggetto riapre il dibattito sulla definizione di pianeta e nana bruna, essendo separati da un confine che appare molto sottile, in questo caso.
La formazione planetaria dal disco di accrescimento, prevede in genere tre scenari, che in sintesi possono portare alla formazione di un pianeta roccioso di 10 masse terrestri, a quella di un pianeta gassoso delle dimensioni di Giove o Saturno, o in fine ad una stella compagna o una sub stella come le nane brune.
Se l’ultimo scenario fosse corretto, questa scoperta dimostrerebbe che i corpi planetari possono formarsi attraverso lo stesso meccanismo delle stelle. Questa infatti, sembrerebbe la soluzione più probabile perché il compagno è troppo giovane per essersi formato dal primo scenario, che è molto lento. Il secondo meccanismo si verifica rapidamente, ma il disco attorno alla nana bruna centrale probabilmente non contenere abbastanza materiale per dar vita ad un oggetto di 5-10 masse gioviane.
“L’implicazione più interessante di questa osservazione è che il processo che da vita alle stelle binarie  potrebbe estendersi anche alle masse planetarie. Pertanto i processi di formazione di tipo planetario potrebbero orginarsi attraverso due meccanismi molto diversi”, spiega team Kevin Luhman membro Center for Exoplanets and Habitable Worlds at Penn State University. Se il misterioso compagno si fosse formato attraverso il collasso e la frammentazione delle nube, come succede ai sistemi stellari binari, allora non è un pianeta, per definizione, perché i pianeti si accumulano all’interno dei dischi.
La massa del compagno è valutata confrontando la sua luminosità con la luminosità prevista dai modelli teorici evolutivi per gli oggetti con masse diverse per l’età di 1 milione di anni.

Ulteriori elementi di prova derivano dalla presenza di un sistema binario molto vicino che contiene una piccola stella rossa e una nana bruna. Luhman pensa che tutti e quattro gli oggetti possono essersi formati dal crollo della stessa nube, rendendo questo in realtà un sistema quadruplo. “La configurazione è molto simile ai sistemi stellari quadrupli, suggerendo che tutti i suoi componenti si formano come le stelle”, conclude quindi Luhman.

La ricerca verrà pubblicata nel prossimo numero di Astrophysical Journal.

a cura di Arthur McPaul

Fonte: http://hubblesite.org/newscenter/archive/releases/2010/03/image/b/format/web_print/ 

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