I "tubemen" marziani…

Posted on aprile 27, 2010

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Abitare nei tubi lavici di Marte bevendo l’acqua marziana. Chi di voi accetterebbe “l’allettante” offerta “tutto incluso”?
“I nostri antenati preistorici vivevano nelle caverne come sappiamo, ma ora sembra che i primi esseri umani che andranno su Marte faranno lo stesso.

L’analisi della geografia marziana ha suggerito il giusto tipo di grotte per questo scopo. “Almeno due regioni, la Tharsis e l’Eliseo, possiedono caratteristiche vulcaniche che possono essere luoghi adatti per le grotte” dice l’autore Kaj Williams della NASA Ames Research Center di Mountain View, California.
Inoltre l’analisi suggerisce che le grotte in queste regioni conterrebbero una pronta fornitura di acqua, sotto forma di ghiaccio.

I tubi lavici sono le strutture più probabili di caverna che si potrebbero occupare su Marte. Queste grotte-tunnel sono state create dagli antichi flussi di lava solidificatasi in superficie, mentre lava all’interno è stata drenata a distanza lasciando i tubi “cavi”.
L’esistenza di ghiaccio in queste grotte era sospettato da molto tempo ma Williams e colleghi hanno utilizzato un modello al computer per scoprire esattamente come esso si potrebbe creare al loro interno. Hanno inoltre esaminato quanto tempo potrebbe durare. Il modello della grotta esaminata occupa una casella di 10 metri quadrati e di 8 metri di altezza, con una sola apertura piccola nel tetto.

Essi hanno scoperto che durante il giorno marziano, l’aria calda non riuscirebbe ad entrare nella grotta fredda, salvando il ghiaccio dallo scioglimento. Di notte, quando l’aria si raffredda all’esterno, nelle pareti della grotta si creerebbe vapore acqueo che condenserebbe la brina sulle pareti già gelide. Il modello ha dimostrato che il ghiaccio sarebbe stabile, con una durata di oltre 100.000 anni (Icarus, DOI: 10.1016/j.icarus.2010.03.039 ).

Il ghiaccio formatosi sulle pareti delle grotte di Marte potrebbe rivelarsi una fonte utile di acqua per l’abitazione e come carburante; inoltre potrebbe anche fornire riparo dalle pericolose radiazioni solari. Gli astronauti avrebbero trovato l’idea casa-grotta eccellente, dice il co-autore Brian Toon della University of Colorado, Boulder. “Forse potremmo chiamarli ‘cavenauts'”.

[Gli astronauti su Marte dovrebbero soggiornare in uno di questi crateri collegati ai “tubi” lavici. Credit: NASA/Goddard Space Flight Center Scientific Visualization Studio]

Alcune considerazioni
Questa sembra una trovata apparentemente geniale, da parte dei ricercatori dell’University del Colorado, ma in realtà presuppone una serie di limiti tecnici e pratici vergognosi.
Non avrebbe molto senso occupare un luogo gelido e inospitale alla vita umana cone dei tubi lavici, che porrebbe soltanto ulteriori impedimenti alla colonizzazione umana. Per realizzare infatti questa trovata goliardica, sarebbe necessario allestire nel sito una serie di strumentazioni che dovrebbero essere costruite ad hoc, come le strutture abitative, i respiratori, i termo condizionatori e quant’altro si renda necessario per la sopravvivenza umana. Tutto questo sembra progettato per evitare di andare su Marte con una struttura abitativa già pronta da installare come modulo di sgancio del velivolo di atterraggio, soluzione più pratica e sicura.
A quanto pare queste trovate sono mirate al massimo risparmio in fatto di risorse economiche. Ma gli scienziati si sono chiesti cosa succederebbe se l’acqua prodotta dal ghiaccio delle caverne di Marte fosse in qualche maniera contaminata da una serie di microbatteri o da forme patogene di vita non rilevabili dagli strumenti in dotazione? E poi, a qual fine spostare centinaia di kg di attrezzatura in delle cavità che potrebbero rilevarsi instabili e pericolose?
La veritá è che la politica di risparmio è incompatibile con missioni di ricerca umana su altri pianeti. Su Marte, bisognerebbe inviare una gigantesca suite che garantisca agli astronauti tutti i comfort per una lunga permanenza. Un gigantesco modulo base, con attrezzature comode da trasportare, diversi lander, numerosi robot automatici da utilizzare nei primi giorni di missione per una pre-esplorazione della zona e durante le giornate particolarmente ventose o ostili alle passeggiate umane. Occorrerebbe dotare il modulo di strutture per costruire un tentativo di base esterna, con delle serre per sperimentare la possibilità di autocoltivare delle piante in loco. Altro che caverne e ghiaccio marziano! Una base enorme, grande come un transatlantico, con almeno una decina di astronauti, pronta a resistere alle intemperie devastanti e a schermare gli uomini dalle radiazioni.
E poi, non credo che la NASA troverebbe gente disposta a bere ghiaccio radiattivo ricco di potenziali agenti tossici. Non credo che per risparmiare sia una buona trovata uccidere vite umane, per lo più nello spazio!
Con queste premesse, i “caveman” marziani sarebbero infatti soltanto carne da macello spaziale…
Marte non è la Luna, e prima di dare sfogo a questi “sogni erotici”, degni dei più ridicoli b-movies di fantascienza di serie B, credo che sarebbe più opportuno valutare l’imminente realizzazione di mezzi propulsori che ci possano far muovere in poche decine o centinaia di giorni da un pianeta all’altro, come ad esempio il progetto VASIMIR, che inspiegabilmente viene puntualmente affossato…

A cura di Arthur McPaul

Link: http://www.newscientist.com/article/mg20627574.600-martian-tubes-could-be-home-for-cavenauts.html

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