Marte e la vita, ormai ci siamo quasi?

Posted on giugno 5, 2010

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I ricercatori del Dipartimento McGill delle risorse naturali, il National Research Council del Canada, l’Università di Toronto e il SETI Institute hanno scoperto dei microrganismi nell’estremo nord del Canada che si nutrono di batteri metano per sopravvivere. Il dottor Lyle Whyte, microbiologo dell’Università McGill spiega che a Lost Hammer esiste la vita microbica, in un ecosistema simile alle possibili sorgenti su Marte, che potrebbero a loro volta sostenere la vita.

L’acqua presente è così salata che non congela nonostante il freddo, e non vi è in essa alcun consumo di ossigeno. Vi sono, tuttavia, grandi bolle di metano che affiorano in superficie, che avevano suscitato la curiosità dei ricercatori, come se il gas venisse prodotto geologicamente o biologicamente da qualcosa capace di sopravvivere in questo ambiente estremamente freddo e ipersalino. “Siamo rimasti molto sorpresi che non abbiamo trovato i batteri che producono metano a Lost Hammer”, ha detto Whyte, “ma abbiamo trovato altri organismi anaerobi molto singolari, che sopravvivono mangiando essenzialmente metano e, probabilmente, respirano solfato invece che ossigeno”.

[Lost Hammer, Canada, immagine satellitare – NASA]

E’ stato di recente scoperto che c’è il metano e l’acqua ghiacciata su Marte. Le fotografie scattate dal Mars Orbiter mostrano la formazione di nuovi calanchi ma nessuno sa che cosa li stia accrescendo. Una risposta è che ci potrebbero essere sorgenti come Lost Hammer su Marte. “Il punto della ricerca è che non importa sapere da dove provenga il metano”, ha spiegato Whyte. “Se esistesse una situazione in cui è presente acqua salata molto fredda, potrebbe essere sostenuta una comunità microbica, anche in un ambiente estremo come questo”.
Mentre Axel Heiberg Island è già di per sé un luogo inospitale, Lost Hammer lo è ancora di più. “Ci sono luoghi su Marte dove la temperatura raggiunge picchi relativamente caldi dai -10 a 0 gradi e forse anche superiore a 0° C” ha detto Whyte, mentre ad Axel Heiberg Island si arriva fino a -50 molto facilmente. Lost Hammer è il più estremo ambiente salmastro che abbiamo mai esaminato sulla Terra. Questo sito fornisce anche un modello su come si potrebbe sviluppare inspiegabilmente il metano in un mondo congelato come Marte.

La ricerca è stata pubblicata sulla Gazzetta di Ecologià della Società Internazionale e ha ricevuto il supporto logistico presso la McGill University’s Arctic Research Station e la canadese Polar Continental Shelf Project. Il finanziamento è stato ricevuto dalla NASA, dalle Scienze Naturali e dal Research Council del Canada, dalla Canadian Space Agency.

A cura di Arthur McPaul

Fonte: http://www.sciencedaily.com/releases/2010/06/100604132041.htm

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