Più acqua sulla Luna del previsto

Posted on giugno 16, 2010

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Gli scienziati del Carnegie Institution’s Geophysical Laboratory, hanno scoperto un più alto contenuto di acqua sulla Luna rispetto a gli studi precedenti. La loro ricerca suggerisce che l’acqua è stata preservata dal magma caldo che era presente quando la Luna cominciò a formarsi circa 4,5 miliardi di anni fa, e che è probabilmente si è diffusa al suo interno.

La ricerca è stata pubblicata nella prima edizione on-line degli atti della National Academy of Sciences il 14 giugno.

“Da oltre 40 anni abbiamo pensato che la Luna era un pianeta asciutto”, ha sottolineato l’autore Francesco McCubbin.

“Recentemente, gli scienziati hanno individuato traccie di acqua nei campioni di roccia delle missioni Apollo, con una percentuale nell’ordine di 46 parti per milione. Abbiamo studiato altri campioni Apollo e un meteorite lunare mediante la spettrometria di massa a ioni secondari (SIMS), in grado di rilevare gli elementi della gamma di parti per milione. Abbiamo combinato le misurazioni con i modelli che caratterizzano come il materiale si cristallizzò durante il raffreddamento della Luna. Abbiamo scoperto che il contenuto minimo di acqua varia da 64 parti per miliardo a 5 parti per milione, almeno due ordini di grandezza in più rispetto ai risultati precedenti”.

La convinzione prevalente è che la Luna si sia formata in seguito ad un enorme impatto, quando un oggetto delle dimensioni di Marte (il pianeta Theia) impattò con la Terra espellendo il materiare fuso che si addensò formando la Luna. Da due dei campioni, gli scienziati hanno determinato che l’acqua era presente probabilmente molto presto nella storia della formazione, dopo che il magma caldo ha iniziato a raffreddarsi e cristallizzarsi. Questo risultato indica che l’acqua era presente sulla Luna.

Gli studi precedenti mostravano l’acqua sulla Luna analizzando i vetri vulcanici. Questi ricercatori hanno esaminato le roccie ricchi di KREEP. I KREEP vengono nelle ultime fasi della cristallizzazione. Le rocce KREEP, contengono più potassio (K), rari elementi di Terra (REE), fosforo (P), ed altri elementi prodotti dal calore come l’uranio e torio.

“Poiché sono insolubili in acqua, i silicati principali che si cristallizzato, eravamo convinti che avrebbero dovuto concentrarsi nella KREEP. Ecco perché le abbiamo scelto di analizzare”, ha spiegato il coautore Andrew Steele.

I ricercatori hanno studiato specificamente l’idrossile, un composto con un atomo di ossigeno legato all’idrogeno, nell’apatite minerale. Dopo l’analisi iniziale, gli scienziati hanno escluso uno dei campioni Apollo da ulteriori studi, perché era improbabile a fornire informazioni attendibili circa il contenuto di acqua magmatica. Si sono concentrati sul campione di altre missioni Apollo e il meteorite lunare per determinare l’acqua al suo interno lunare.
“E’ gratificante vedere questa prova del contenuto OH nell’apatite lunare”, ha sottolineato lo scienziato lunare Bradley Jolliff della Washington University di St. Louis. “Le concentrazioni sono molto basse e di conseguenza, erano fino a poco tempo fa, quasi impossibili da rilevare. Ora possiamo finalmente iniziare a considerare le implicazioni e l’origine dell’acqua nella parte interna della Luna.
Questa ricerca è stata finanziata dalla NASA e dal Carnegie IGL.

Adattamento a cura di Arthur McPaul

Fonte:

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