Pallottole contro i Neranderthal?

Posted on giugno 20, 2010

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Nel museo di Storia Naturale di Londra si trova un teschio datato circa 38.000 anni fa, periodo Paleolitico, rinvenuto in Zambia nel 1921. Sulla parete sinistra del teschio c’è un foro perfettamente rotondo. Stranamente non ci sono linee radiali attorno al foro o altri segni che indichino sia stato prodotto da un’arma, una freccia o una lancia.
Nella parete opposta al foro, il teschio è spaccato e la ricostruzione dei frammenti mostra che il reperto è stato rotto dall’interno verso l’esterno, come si fosse trattato di un colpo di fucile. Esperti forensi dichiarano che non può essere stato nulla di diverso da un colpo esploso ad alta velocità con l’intenzione di uccidere.
Chi possedeva un fucile 38.000 anni fa? Certamente non l’uomo delle caverne, ma forse una razza più avanzata e civilizzata.
Un altro caso simile viene citato dal giornalista Victor Louis dalla Russia, il quale riferisce che nel Museo di Paleontologia di Mosca si trova un cranio perfettamente conservato di un bisonte dalle lunghe corna rinvenuto nella Yakuzia (Siberia orientale). Secondo i paleontologi tale specie sarebbe vissuta dai 30.000 ai 70.000 anni fa. Al centro della sua fronte è visibile un foro rotondo che, secondo alcuni studiosi, potrebbe essere stato causato da una pallottola.
Il teschio di Moia
Moia’ è un comune di circa 5.000 abitanti, situato a circa 40 km a nord di Barcellona (Catalogna-Spagna). In prossimità di Moia’ si trova Cova del Toll, una cavità naturale sotterranea, coperta da un corso d’acqua che è stato usato come un insediamento umano dalla fine del Paleolitico al Bronzo. Queste grotte note come Toixoneres sono servite da rifugio e camere di sepoltura. Gli scavi cominciarono negli anni Cinquanta (l’ingresso principale è stato scoperto il 29-10-1954) la prova della presenza di una ricca fauna in questo luogo fa si che sia considerata dagli esperti come uno dei settori con una maggiore ricchezza di specie di animali del Quaternario, e che corrisponde all’ultima glaciazione di tale epoca anche detto periodo Wurm. La grotta ha una profondità di 1.148 metri, mentre solo 158 possono essere visitati dalla Cova del Sud Tollcorresponden alla Galleria, che è quello che è stato occupato dal primitivo Neanderthal e successive razze.
E ’stato in questa grotta dove hanno trovato i resti di numerosi ominidi tra i ritrovamenti si evidenzia il cosiddetto Teschio di Moia’. Si tratta di un esemplare di Cro-Magnon che ha vissuto in quella zona circa 10.000 anni fa e morì a un’età troppo avanzata per l’epoca, 60 anni. Apparentemente, è stato colpito da varie malattie come l’artrite reumatoide e l’osteoporosi diffusa.
Lo scheletro è molto ben conservato e ciò che attira l’immediata attenzione del visitatore è una perforazione perfettamente circolare che può essere visto al centro dello osso frontale del cranio e che immediatamente ci fa pensare all’impatto di un proiettile.Come in altre occasioni, non è stata valutata la possibilità che la perforazione sarebbe stata prodotta dall’impatto di una pietra in fronte o la forte punta di uno degli strumenti usati da uomo primitivo. Tuttavia, un danno di questo tipo avrebbero prodotto un buco molto più irregolari, ne si è presa in considerazione la possibilità di una trapanazione poichè le dimensioni del buco e anche la sua posizione, sembravnoa escludere questa ipotesi.
Infine, gli esperti hanno concluso che questo ominide aver subito un brutta infezione al dente nella mascella superiore e, di conseguenza, aveva sviluppato una infezione dei seni nasali che danneggiò osso frontale. Gli esperti concordano sul fatto che questo, però, non è stata la causa della sua morte e che è sopravvissuto alla malattia.
Questa spiegazione, forse apparentemente poco plausibile, ma ciò, sembrava rispondere alle questioni sollevate, e sicuramente molto più normale per gli esperti che così non hanno dovuto affrontare l’ “assurdo” teoria che il buco era stato causato da qualcosa di simile di un moderno proiettile. Una dettagliata osservazione del buco del cranio, sembra dimostrare che il foro sia stato fatto dal’esterno verso l’interno dell’osso. Vi è un chiaro ripiegamento dell’osso verso l’ interno, e può essere vista una leggera angolazione di entrata da destra a sinistra. Tutto questo, più esattamente l’ordine e la perfetta rotondità del buco, suggerisce un trauma da ferita probabilmente causato da un impatto esterno, smentendo tutte le teorie mediche constatate in precedenza da medici, il mistero rimane.
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