CoRoT scopre sei nuovi pianeti extrasolari

Posted on giugno 22, 2010

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Un team internazionale, tra cui scienziati dell’Università di Oxford, hanno scoperto sei nuovi diversi pianeti, con caratteristiche che vanno da uno pseudo-Saturno ad un gonfio gioviano caldo, nonché una rara nana bruna con 60 volte la massa di Giove.
Come sempre più spesso accade, a fare la scoperta è stato il “planet-hunter” per eccellenza CoRoT (Convection, Rotation e Transiti), cioè il telescopio spaziale gestito dal CNES francese dell’agenzia spaziale.

Per individuare i pianeti al fuori del Sistema Solare, CoROt ha utilizzato la tecnica del ‘transito’, osservando le variazioni di luminosità quando l’esopianeta passa davanti alla sua stella.
Una volta che CoRoT rileva un transito, ulteriori osservazioni sono fatte da terra, utilizzando numerosi telescopi in tutto il mondo. Anche se gli astronomi non possono vedere direttamente i pianeti, usano lo spazio e dati a terra per misurare le dimensioni, la massa e le orbite con grande precisione. Ecco perché, tra tutti i pianeti extrasolari conosciuti, quelli con la tecnica del transito forniscono le informazioni più complete sulla loro formazione e evoluzione.

“Ognuno di questi pianeti è interessante, ma ciò che è veramente affascinante è la loro diversità”, ha detto il co-ricercatore Dr. Suzanne Aigrain della Oxford University’s Department of Physics. “I pianeti sono oggetti intrinsecamente complessi e abbiamo ancora molto da imparare su di loro”.

“Ogni scoperta di un sistema planetario extrasolare è un nuovo pezzo del puzzle su come questi sistemi si formano e si evolvono. Più sistemi più si scoprono, meglio possiamo sperare di comprendere i processi in gioco” ha detto Magali Deleuil, ricercatore presso il Laboratoire d’Astrophysique de Marseille (LAM) e capo del programma CoRoT pianeta extrasolare.

I sei nuovi pianeti sono:
CoRoT-8B: il più piccolo tra essi: possiede circa il 70% della dimensione e della massa di Saturno, è moderatamente piccolo tra i pianeti extrasolari in transito conosciuti in precedenza. La sua struttura interna dovrebbe essere simile a quella dei giganti di ghiaccio, come Urano e Nettuno nel Sistema Solare. E’ il più piccolo pianeta scoperto dal team di CoRoT finora, dopo CoRoT-7b, la prima “super-Terra”.

CoRoT-10b il gigante eccentrico: L’orbita di CoRoT-10B è talmente allungata che il pianeta passa molto vicino e molto lontano dalla sua stella. La quantità di radiazione che riceve dalla stella varia di intensità circa dieci volte e gli scienziati stimano che la sua temperatura superficiale può aumentare di 250-600 ° C nello spazio di 13 giorni, che è la durata dell’anno di questo pianeta.

CoRoT-11b: CoRoT-11, la stella ospite di CoRoT-11b, ruota attorno al proprio asse in 40 ore. Per confronto, il periodo di rotazione del Sole è di 26 giorni. E’ particolarmente difficile da confermare la presenza di pianeti intorno a stelle in rapida rotazione, per cui questo è un traguardo importante per il team di Corot.

CoRoT-12b, 13b e 14 ter: un trio di giganti. Questi tre pianeti orbitano tutti vicino alla loro stella ospite, ma hanno differenti proprietà. Anche se CoRoT-13b è più piccolo di Giove, è due volte più denso. Questo suggerisce la presenza di un nucleo massiccio roccioso all’interno del pianeta.
Con un raggio del 50% in più rispetto a Giove (o 16 volte più grande della Terra), CoRoT-12b appartiene alla famiglia di ‘`Gioviani caldi e gonfi”, le cui anomale grandi dimensioni sono dovute alla radiazione stellare che ricevono. D’altra parte, CoRoT-14B, che è ancora più vicino alla sua stella madre, ha dimensioni simili a Giove ed è 7,5 volte la sua massa, il che può spiegare perché è meno gonfio. Tali pianeti molto massicci e molto caldo sono rari, CoRoT-14b è solo il secondo scoperto finora.

CoRoT-15B: la sua massa è circa 60 volte quella di Giove. Questo lo rende incredibilmente denso, circa 40 volte più di Giove. Per questo motivo, è classificato come una nana bruna, intermedio nella natura tra pianeti e stelle. Le nane brune sono molto più rare di pianeti, il che rende questa scoperta ancor più eccitante.

Dr. Suzanne Aigrain guida un team di ricercatori del Regno Unito presso le Università di Oxford, Exeter e di St. Andrews che partecipano al programma CoRoT per la ricerca dei pianeti extrasolari. La loro ricerca è sostenuta dalla Science and Technology Research Council.

A cura di Arthur McPaul

Fonte: http://www.sciencedaily.com/releases/2010/06/100621133749.htm

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