Le infinite vie della percezione

Posted on luglio 17, 2010

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La mente è forse più grande e sconfinata dell’Universo? La percezione è una delle sue chiavi di lettura…</div

Con l’utilizzo di speciali occhiali per la realtà virtuale, una videocamera e un pennarello, gli scienziati hanno indotto diverse esperienze extracorporali in pazienti perfettamente sani, secondo quanto riportato sulla rivista Science. Quando una persona guarda un’immagine illusoria di se stessa attraverso gli occhiali e questa immagine viene toccata in un certo modo con il pennarello, a questa persona sembra di aver lasciato il suo corpo. La ricerca rivela che “la percezione di avere un corpo, di essere in un corpo” è in realtà costruita da un insieme di molteplici canali sensoriali, come afferma Matthew Botvinick, un assistente del professore di neuroscienze a Princeston University il quale è un esperto di corpo e mente ma non è stato coinvolto negli esperimenti. Di solito, questi canali sensoriali, che includono anche la vista, il tatto, l’equilibrio e il senso della posizione del proprio corpo nello spazio, lavorano insieme coerentemente, come dice Botvinick. Ma quando le informazioni provenienti dalle diverse sorgenti sensoriali non corrispondono, quando non si trovano più in sincronia le une con le altre, il senso di appartenere, di trovarsi all’interno di un corpo, va in frantumi!

Il cervello, che non concepisce l’ambiguità, si sforza allora di scegliere, come dimostrato dai nuovi esperimenti, di percepire di trovarsi in un altro corpo. Peter Brugger, neurologo a University Hospital di Zurigo, Svizzera, dice che la ricerca fornisce una spiegazione scientifica per dei fenomeni solitamente attribuiti a influenze provenienti da altri mondi. A seguito di traumi improvvisi e molto gravi, la gente spesso riporta la sensazione di volare sopra il proprio corpo, guardandosi dall’alto, ascoltando ciò che viene detto e, poi, come all’improvviso, si ritrovano nuovamente catapultati dentro al loro corpo. Inoltre, aggiunge che la nuova ricerca rappresenta il primo passo verso l’esatta comprensione di come il cervello crea questa sensazione. Gli esperimenti sulle esperienze extracorporali sono stati condotti da due gruppi di ricerca utilizzando dei metodi leggermente diversi l’uno dall’altro con lo scopo di espandere quella che viene definita l’illusione della mano di gomma.

In questa illusione, le persone nascondono una mano sul loro grembo a guardano la mano di gomma che viene posta sul tavolo davanti a loro. Mentre il ricercatore accarezza la mano vera e la mano di gomma contemporaneamente con il pennarello, le persone hanno la sensazione vivida che la mano di gomma sia la loro. Quando la mano di gomma viene colpita con un martello, alcune persone cominciano a fare smorfie e altre urlano.
Da questa illusione si può dedurre che le diverse parti del corpo possono essere separate dal tutto manipolando la sincronia tatto-vista. In altre parole, quando il cervello di una persona vede accarezzare la mano finta e sente la stessa carezza, attribuisce la sensazione di sentire accarezzata la mano finta.

I nuovi esperimenti erano destinati a creare una totale illusione per il corpo con manipolazioni simili.
In svizzera, il Dott. Olaf Blande, neuroscienziato alla École Polytechnique Fédérale di Losanna, ha chiesto a diverse persone di indossare gli occhiali per la realtà virtuale in una stanza vuota. Una telecamera proiettava un’immagine di ciascuna persona presa alle proprie spalle e proiettata sullo schermo interno degli occhiali come fosse a 2 metri circa di distanza. Poi Blande accarezzò la schiena di ogni persona per un minuto con il pennarello mentre, contemporaneamente, proiettava all’interno degli occhiali l’immagine del pennarello che accarezzava l’immagine virtuale del corpo di quella persona lì. Quando le carezze erano sincroniche, le persone confermarono di sentirsi momentaneamente dentro al corpo virtuale. Quando le carezze non erano sincroniche, questa illusione/sensazione non c’era.

In un’altra variazione, Blande proiettò un “corpo di gomma” – un manichino comprato su eBay a poco prezzo e vestito con gli stessi abiti del paziente – all’interno dello schermo degli occhiali per la realtà virtuale. Con carezze sincroniche del pennarello, la gente si sentiva trasportata dentro al corpo del manichino.

Un’altra serie di esperimenti fu condotta dal Dott. Henrik Ehrsson, un assistente del professore di neuroscienze alla Karolinska Insitutute di Helsinki.

L’anno scorso, quando Ehrsson era, come dice lui stesso, “uno studente di medicina molto annoiato all’University College di Londra”, pensò, dice, “cosa potrebbe accadere se rimuovessi i tuoi occhi e li posizionassi su una parte diversa della stanza? Vedresti te stesso dove i vengono messi i tuoi occhi? Oppure ti vedresti ancora da dove si trova il tuo corpo?”. Per scoprirlo, Ehrsson chiese ai pazienti di sedere su una sedia e di indossare gli occhiali speciali connessi a due videocamere piazzate circa 2 metri dietro le loro spalle. La telecamera di sinistra proiettava sull’occhio sinistro, quella di destra sull’occhi destro. Come risultato, le persone vedevano se stesse di schiena dalla prospettiva di una persona virtuale seduta dietro di loro. Utilizzando due pennarelli, il Dott. Ehrsson carezzava il petto di ogni persona per 2 minuti con un pennarello mentre muoveva il secondo pennarello appena sotto le lenti della telecamera, come se stesse toccando il corpo virtuale.

Anche qui, quando le carezze erano sincroniche, le persone dicevano di sentire di essere fuori dal loro corpo vero e pensavano di guardare se stesse da lontano proprio da dove i loro “occhi” (virtuali, s’intende) erano posizionati. Poi, il Dott. Ehrsson prese un martello. Mentre i pazienti stavano sperimentando l’illusione, fece finta di sbatterlo contro il corpo virtuale muovendo il martello appena sotto le telecamere. Immediatamente, i soggetti registravano una reazione alla minaccia come dimostrato dai sensori posti sotto pelle: sudavano e le loro pulsazioni aumentavano. Hanno anche reagito emozionalmente, come se si stessero guardando mentre si facevano male. Le persone che hanno partecipato all’esperimento hanno detto di aver sentito come se i loro corpi si allontanassero da loro stessi, ma non nel senso di una forte sensazione di fluttuazione o rotazione come succede comunemente in esperienze extra corporali complete.

La prossima tipologia di esperimenti comporterà desincronizzare non solo vista e tatto, ma altri aspetti della sfera sensoriale del corpo umano, incluso il senso della posizione del proprio corpo nello spazio e dell’equilibrio. Questi tipi di desincronizzazione si verificano comunemente quando le regioni multi sensoriali del cervello non ricevono adeguata ossigenazione dopo un trauma o uno shoc. O possono anche essere indotte da paralisi nel sonno, da sport estremi o meditazioni intense che alterano l’afflusso sanguigno verso specifiche zone del cervello.

A cura di Fausto Quad

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