Ambiziosa missione per Venere

Posted on agosto 4, 2010

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Dopo più di 20 anni di abbandono, il pianeta Venere è tornato ad essere tra i progetti di ricerca più ambiziosi della NASA. Una spedizione da sogno prevederebbe l’invio di scienziati che avrebbero a disposizione una flottiglia di esplorazione comprendente un robot di terra, aerei e orbiter spaziale. La missione su Venere dovrebbe indagare la sua superficie da vicino, per la prima volta in molti decenni.

“Di recente c’è stata una rinascita di proposte per studiare Venere” ha detto il ricercatore Geoffrey A. Landis alla NASA. “Un buon motivo è stato il rinnovato interesse per lo studio delle atmosfere e dei climi dei pianeti e approfondire la conoscenza dell’atmosfera di Venere può aiutare a saperne di più sull’atmosfera (e il clima) della Terra”.

L’Agenzia spaziale europea dispone attualmente di un orbiter chiamato Venus Express attorno a Venere, e il Giappone ha lanciato il suo veicolo spaziale Akatsuki (giapponese per “Dawn”) verso il pianeta in maggio. Diverse sonde della NASA hanno volato verso Venere negli ultimi 20 anni, ma solo come un pit-stop sulla strada per altri pianeti del Sistema Solare.

Venere ha ricevuto anche le visite di sonde statunitensi e russe dagli anni ’60 in poi con alcuni atterraggi sulla sua superficie. Ma queste sonde sono state di breve durata a causa della pressione di schiacciamento e al calore estremo dell’atmosfera di Venere. L’ultima navicella spaziale ad atterrare su Venere fu la russa Venera 14, nel marzo 1982 che sopravvisse per 57 minuti, quasi il doppio della sua durata di vita prevista.

E dopo due decenni di progressi tecnologici, è possibile adesso portare su Venere dei mezzi robotici, capaci di resistere grazie a potenti sistemi di raffreddamento per oltre due ore.

Ma portare esseri umani sarà impresa ancora più ardua, vista la temperatura infernale di Venere infernale, che arriva fino a 465 gradi Celsius e la pressione atmosferica è circa 90 volte quella della Terra.

“Venere è così ostile che non sappiamo se sarà mai possibile far sbarcare esseri umani sulla sua superficie” ha detto Landis.

Ma gli scienziati in orbita attorno al pianeta potrebbero comandare un robot sulla superficie, in tempo reale,
evitando il ritardo di comunicazione che ci sarebbe da Terra.

Ma eventuali astronauti attorno al pianeta sarebbero pericolosamente esposti a radiazioni solari nocive e occorrerebbe proteggerli con delle forti schermature. Inoltre visto il prolungato tempo in assenza di gravità, che potrebbe procurare perdita di massa ossea, sarebbe meglio dotare l’orbiter di gravità artificiale.

“Per fortuna, stiamo imparando molto sulla sopravvivenza di lunga durata nello spazio grazie alla Stazione Spaziale Internazionale e quando saremo pronti per inviare questa missione, vorrà dire che tutti i problemi saranno stati risolti e la tecnologia idonea sarà stata scelta» ha detto Landis.

Modello dell’aereo autoalimentato ad energia solare che dovrà sorvolare la superficie di Venere – Credit: NASA/Geoffery Landis –

Un altro possibile componente della missione sarà un aereo alimentato ad energia solare che attraverserà l’alta atmosfera del pianeta.
Dal momento che Venere assomiglia alla superficie della Terra primordiale, la spessa copertura di biossido di carbonio potrebbe dirci molto sull’evoluzione della stessa Terra.
Un aereo compatto che potrebbe immettere una sonda dentro l’atmosfera, sarebbe di vitale importanza per registrare l’atmosfera di Venere.

Il progetto era stato cancellato anni fa, ma non prima che gli ingegneri completarono abbastanza bene il lavoro per essere sicuri che potesse lavorare anche nell’atmosfera di un altro mondo. Inizialmente fu concepito per l’esplorazione di Marte, ma potrebbe funzionare particolarmente bene anche su Venere perché il giorno venusiano dura ben 243.

“Venere ruota così lentamente che il velivolo può volare più velocemente restando al Sole tutto il tempo e disporrebbe di eneregia illimitata.

In teoria, la velocità dell’aereo sarebbe soltanto di 10 mph (16 km / h). Ma una volta immerso nell’atmosfera di Venere, l’aereo avrebbe filo da torcere a causa del vento di circa 200 mph (321 km / h).

“Così la velocità necessaria a compensare sarebbe piuttosto elevata per i velivoli solari ma più lenta di un aereo di linea tipica” ha detto Landis.

Inoltre c’è anche una sfida aerodinamica. Negli studi precedenti, gli ingegneri hanno dovuto lavorare duramente per confezionare il maggior numero possibile di pannelli solari su ali minimizzando la resistenza.

“A quanto pare la cosa interessante rispetto al piano solare è che più grande è l’ala, più potenza si ottiene” convlude Landis.

Staremo dunque a vedere nei prossimi anni se davvero la NASA avrà voglia di finanziare una missione del genere, visto che ha annullato lo sbarco sulla Luna del 2020 e altre ben più importanti missioni esplorative alla ricerca diretta di forme di vita.

Adattamento a cura di Arthur McPaul

Link:
“http://www.space.com/scienceastronomy/venus-mission-astronauts-robots-planes-100730.html”

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