Il VLT riprende per la prima volta disco protoplanetrario

Posted on settembre 11, 2010

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Una nuova ricerca effettuata con telescopi dell’ESO ha, per la prima volta, permesso agli astronomi di ricostruire un quadro dettagliato del disco interno (nel disco verde della foto in alto) di materia intorno a una stella giovane. Stéphanie Renard del Laboratoire d’Astrophysique de Grenoble e colleghi hanno usato il VLT dell’ESO Interferometer per sondare i segreti della stella HD163296

Le giovani stelle sono circondate da dischi di polveri e gas da cui prendono poi vita i pianeti con l’addensamento del materiale polveroso. Questa fase detta “accrescimento” continua fino a quando prendono forma corpi come la Terra.

“Grazie alla potente risoluzione dell’interferometro del VLT sono stati ripresi dettagli mai visti fino ad ora che ci premettono di vedere la regione interna molto vicino alla stella. Le nuove immagini rivelano la struttura a forma di anello di questa regione molto difficile da vedere e di cui nessun singolo telescopio riuscirebbe a riprendere” ha detto l’autore.

Le dimensioni della regione del disco osservato corrispondono a 150 milioni di chilometri (circa la distanza tra la Terra e il Sole) ma si trovano a 360 anni luce dalla Terra.
Questi dettagli molto piccoli hanno una dimensione angolare di circa 10 milliarcosecondi.
Il team ha utilizzato una tecnica nota come “interferometria”, in cui la strumentazione unisce la luce di diversi telescopi in una unica osservazione.

Questo aumenta il livello di dettaglio nelle immagini risultanti anche se presenta alcuni inconvenienti: i risultati devono essere ricostruiti con complessi algoritmi matematici, perché l’interferometria non produce immagini inequivocabili.

Il team ha utilizzato i dati del Very Large Telescope Interferometer dell’ESO nell’Osservatorio del Paranal. La struttura comprende quattro unità di 8,2 metri e quattro telescopi da 1,8 metri ausiliari che possono essere utilizzati in diverse combinazioni per produrre osservazioni interferometriche.

I dati sono stati analizzati a fondo all’inizio dell’anno, ma, ora, per la prima volta, gli astronomi sono riusciti a ricostruire l’immagine di un oggetto così giovane, grazie ad un potente algoritmo matematico sviluppato da Eric Thiébaut, membro del team.
L’immagine risultante è il dettaglio che normalmente si aspetterebbe da un telescopio con uno specchio di oltre 130 metri, di gran lunga più grande di qualsiasi telescopio esistente.

“Questa è la prima volta che viene ottenuta un’immagine con un tale livello di dettaglio su una stella giovane circondata da uno disco come il sistema solare 4,5 miliardi anni fa” ha detto il co-author Fabien Malbet .
“Siamo ansiosi di migliorare queste immagini per capire i meccanismi fondamentali che guidano la formazione planetaria. La creazione di una immagine di questa stella ha realmente spinto avanti i confini di ciò che è possibile ottenere con le attuali tecnologie. E ‘una vetrina per quello che può essere raggiunto quando si combina la potenza di alcuni osservatori più avanzati del mondo” conclude il co-autore Myriam Benisty.

“L’interferometria è entrata definitivamente nel mondo delle immagini e il Very Large Telescope Interferometer è una parte cruciale di questa nuova era.”

A cura di Arthur McPaul

Fonte:
“http://www.sciencedaily.com/releases/2010/09/100910085010.htm/”
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