Individuati ponti sulla Luna

Posted on settembre 12, 2010

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Analizzando le immagini della missione lunare LRO, i tecnici della NASA hanno individuato due ponti naturali sulla faccia nascosta della Luna. Le misure del ponte più lungo sono di 20×7 metri di larghezza, mentre il suo vicino più piccolo è di circa la metà.

A differenza dei ponti naturali sulla Terra, costituiti in gran parte grazie all’erosione del vento e dell’acqua, i ponti lunari si sono formati probabilmente a causa di un impatto, afferma Mark Robinson , uno geologo planetario dell’Arizona State University a Tempe e investigatore della LRO.

L’impatto ha fuso la superficie scavando un bacino di 77 km nel cratere King. Alcune delle rocce fuse sono schizzate sul bordo del cratere, formando una pozza di liquido ardente di 17 chilometri appena fuori dal cratere di nord-ovest del cerchio.

Come la pelle che si forma sulla parte superiore del budino cotto, la superficie di questa “fusione” ha formato una crosta raffreddandosi mentre l’interno è rimasto fuso più a lungo. Mentre la erra si è spostata dopo l’impatto, l’interno fuso probabilmente scorreva in discesa, lasciando dietro di se la crosta che è crollata in due posti, creando un ponte naturale.

Gli archi di roccia sono probabilmente abbastanza forti per sostenere un astronauta, secondo Robinson: “Se si potesse organizzare un viaggio sulla Lina, sarei lieto di testare la sua forza e vorrei saltare su di loro”.

Questa come molte strutture rare, sulla Luna e su Marte, sono state spesso oggetto di dibattito da parte di sedicenti ricercatori, che le hanno identificate come “artificiali”.
Non lasciamoci ingannare dalle loro illazioni, si tratta di fenomeni legati al territorio, che sono tutti di carattere naturale.
Tali strutture, come presunte facce, piramidi, ziggurat o edifici, sono presenti a migliaia anche sulla Terra, modellate dall’erosione degli agenti atmosferici nel corso di milioni di anni.

Di certo visitare questi ponti lunari, non sarà un obiettivo di qualche prossima missione umana, ma testimonia la grande fantasia che spesso la natura ha, nel modellare il terreno, sulla Terra come su altri corpi celesti.

A cura di Arthur McPaul

Fonte:
“http://www.newscientist.com/mobile/article/dn19430”
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