Nessun Nibiru nel 2012. Iorio scrive la parola fine

Posted on settembre 12, 2010

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In questa recente relazione di Iorio, viene analizzata scientificamente l’ipotesi che, un corpo estraneo al Sistema Solare, possa nei prossimi due anni impattare con la Terra o comunque raggiungere il centro del Sistema Solare a meno di 1 UA dal Sole.
Lo studio è espressamente votato a fare definitivamente chiarezza sulle infondate ipotesi catastrofiste, messe in rete e sulla stampa, relative all’evento del 21 dicembre 2012.

Grazie a questo corposo adattamento e semplificazione del suo rigoroso lavoro matematico, cercheremo di capire perché un evento del genere non si verificherà.

“E’ lausibile aspettarsi un incontro ravvicinato della Terra con un oggetto astronomico sconosciuto nei pochi anni successivi? si è chiesto il Dot. Iorio.

“A tal proposito abbiamo analiticamente e numericamente indagato sulla possibilità che un corpo planetario X non ancora scoperto, muovendosi lungo una traiettoria iperbolica aperta non legata al Sistema Solare, possa penetrare nelle sue regioni più interne da qui a pochi anni, ponendo una minaccia per la Terra.

Utilizzando come posizione iniziale per X il limite inferiore della sua distanza, ottenuto in modo dinamico dalle perturbazioni gravitazionali indotte da esso sul moto orbitale dei pianeti del Sistema Solare, risulta che, al fine di raggiungere l’orbita della Terra nei prossimi 2 anni, X dovrebbe muoversi ad una velocità v altamente irrealistica, indipendentemente dalla massa M di X.

Ad esempio, assumendo per esso massa solare (M X = M ⊙ ) o una massa tipica di una nana bruna (M X = 80m Jup ), supposta ora a non meno di d X = 11-6 UAE (1 UAE = 1000 astronomico unità), v sarebbe rispettivamente dell’ordine del 6-10% e del 3-5% della velocità della luce c.

Assumendo una distanza odierna di X maggiore, sulla base della mancanza diretta di evidenze osservative di origine elettromagnetica per esso, la sua velocità sarebbe ancora più alta. Invece, i più veloci oggetti massivi solitari conosciuti finora, come le stelle iperveloci (HVSs) o resti di supernova (SRS), viaggiano a v ≈ 0,002-0.005c, avendo acquisito tali grande velocità in alcuni dei più violenti fenomeni astrofisici come le interazioni con i buchi neri supermassicci galattici e le esplosioni di supernova. Risulta che l’orbita della Terra non sarebbe macroscopicamente modificata  in un passaggio ravvicinato  (0,2 UA) di un oggetto X ultraveloce nei prossimi 2 anni. Al contrario, il nostro pianeta sarebbe scagliato nello spazio se un corpo X giungesse  a 1 ua  muovendosi  con v / c = 10 -4 . D’altra parte, ciò implica che una tale corpo X dovrebbe essere ora a soli 20-30 au, contrariamente a tutte le osservazioni dirette e indirette.”

Il testo scientifico prende ad esame gli eventuali oggetti superveloci capaci di poter raggiungere allo stato dei fatti, la Terra, nel più breve tempo possibile:

“Recentemente sono stati scoperti vari corpi liberi in viaggio nello spazio interstellare nella Via Lattea con velocità più grande dell’0,1% dellla velocità della luce. (Brown et al. 2005; Edelmann et al. 2005; Hirsch et al. 2005; Brown et al. 2006a, b, 2007a, b; Heber et al. 2008; Brown et al. 2009; Tillich et al. 2009; Brown et al. 2010; Irrgang et al. 2010).
Si tratta delle cosiddette stelle iperveloci (HVSs), la cui esistenza, è causata dai Massive Black Hole (MBH) che sono presenti nel centro della Galassia (G Hez et al. 2008; et al Gillessen. 2009), già previste da da Hills (1988).
I meccanismi gravitazionali e di espulsione sulla base di reciproche interazioni dei sistemi binari con il MBH, sono stati proposti da H mali (1988) e Yu & Tremaine ( 2003). I tassi di creazione conseguenti di HVS sarebbero dell’ordine di 10 -3 – 10 -4 anni -1 ( Perets et a l. 2007; Yu & Tremaine 2003). Circa 10 3 HVSs possono esistere all’interno del cerchio solare Galattico (Yu & Tremaine 2003).

Contrariamente a quelle stelle di neutroni che presentano elevati moti propri, che sono resti di supernova (SRS), gli HVSs noti sono per lo più stelle della sequenza principale di tipo B. Lo studio di Brown ha rivelato le prime convincenti prove che questi HVSs effettivamente provengono dal centro della Galassia. Tutte gli HVSs conosciuti sono a circa a 50 kpc e non sono legati con la Galassia.

Un’altra classe di singoli oggetti astrofisici che si muovono ad altissima velocità, non correlati ai HVSs, è rappresentata da quelle stelle di neutroni che sono i resti asimmetrici di esplosioni di nuclei collassati di supernovae (Burrows 2000).
Le loro estreme velocità sono molto probabilmente da attribuire alla spinta (Fryer 2004) ricevuta in una sorta di singolare deflagrazione .
Misurando gli spostamenti delle pulsar giovani si è dedotto che le pulsar hanno velocità di 500 km s -1 , E che v velocità ≳ 2000 km s -1 può essere possibile. Attualmente, il record appartiene alla stella di neutroni RX-radio J0822 – 4300, che si muove a una velocità record di 1570 km s -1 = Au yr 331,191 -1 = 0.0052c ad una distanza di 7000 lyr = 4 × 10 8 au, misurato nel 2007 dal Chandra X-ray Observatory ( Winkler e Petre 2007).

Si pensa che siano stati prodotti in una esplosione asimmetrica. Infatti, se l’esplosione di una stella progenitrice espelle preferenzialmente in una direzione- zione, il nucleo compatto ricula nella direzione opposta a causa della quantità di moto conservato.”

Iorio non esclude nemmeno l’analisi fisica delle nane brune, che da molti sono ipotizzate come presenti anche nel vicino orto spaziale del Sistems Solare:

“Singoli oggetti substellari che possono avere minori velocità di circa un ordine di magnitudine (v ≈ 10 -4 c), sono le nane brune.
Si tratta di oggetti astrofisici con massa di M ≈ 0.04 – 0.09M ⊙ = 41 – 94m Jup incapaci di sostenere la fusione dell’idrogeno nei loro nuclei e di conseguenza, è molto difficile individuarli, poiché la maggior parte dell’energia della contrazione gravitazionale è irradiata entro 10 8 anni, lasciando solo una luninosità residua molto bassa. Dopo che la loro esistenza è stata postulata per la prima volta b y Kumar (1963) e Hayashi e Nakano ( 1963), la prima nana bruna scoperta è stata Gl 229b ( Nakajima et al . 1995), con una massa M = 20 – 50 metri Jup .
Dopo l’avvento di indagini su vasta scala nel vicino infrarosso (IR) sono state scoperte centinaia di nane brune (K irkpatrick 2005).
In realtà la più piccola nana bruna, con M <20m Jup, (Lodieu et al . 2007) nel 2005 al Luhman et al. (2005) scoperta è Cha 110.913-773.444. Ha massa planetaria M = 8m Jup , che è ben all’interno della gamma di massa dei pianeti extrasolari (M ≲ 15m Jup ). Un piccolo corpo, anche, di nome rho OPH 4.450 con M = 2 – 3 m Jup , è stata recentemente scoperta da Marsh et al. (2010).” Non viene nemmeno scartata l’ipotesi di eventuali pianeti erranti, non legati cioè gravitazionslmente a nessuna stella: “Per quanto riguarda l’esistenza di pianeti fluttuati, Stevenson (1999) ha rilevato che, in determinate circostanze, corpi solidi di dimensioni come la Terra vagano nello spazio interstellare dopo essere stati espulsi durante la loro formazione in sistemi stellari. Anche in questo caso a seguito di tre corpi interazioni con Giove giganti gassosi, DEBES & Sigurdsson (2007) hanno recentemente dimostrato che durante la formazione del pianeta, una frazione non trascurabile di pianeti terrestri con compagni lunari sarebbero probabilmente espulsi nello spazio interstellare. Al momento pianeti di tal genere non sono ancora stati rilevati. La possibilità di indagare con le tecniche di prossima generazione permetterà questa ricerca (Bennett & Rhie 2002).” Iorio quindi inizia a trarre le logiche conclusioni: “Esistono dunque alcuni oggetti astronomici in solitario viaggio, ancora inosservati per qualche motivo, che potrebbero colpire la Terra in un arco temporale di pochi anni?

In considerazione della crescente attenzione che una tale possibilità potrebbe davvero verificarsi il 21 Dicembre 2012, il presente studio ha anche scopo educativo, contribuendo, si spera, a dissipare alcune paure indotte solo per amore di guadagno indiscriminato. […]

“Di recente, il telescopio ad infrarossi della NASA WISE sta passando in rassegna l’intero cielo in mid-IR con maggiore sensibilità di gran lunga rispetto a qualsiasi precedente sondaggio effettuato, come, ad esempio, quella eseguito dall’Infrared Astronomical Satellite (IRAS).
Tra gli obiettivi scientifici di WISE c’è anche l’individuazione di una solitaria nana bruna e organismi planetari nelle vicinanze del sistema solare. WISE dovrebbe essere in grado di rivelare l’esistenza di un corpo con la massa di Giove in 6 63 UAE = 0.3 pc = 1 lyr, mentre una nana bruna con M X = 2-3m Jup sarebbe rilevabile fino a 412-618 UAE = 2-3 pc = 70-10 lyr. Inoltre, WISE potrebbe trovare un oggetto di dimensioni oltre Nettuno a 700 UA.”

“È possibile fare ipotesi ragionevoli sulla plausibilità che un oggetto ipotetico X si stia dirigendo verso il nostro pianeta.”

Per essere più precisi, se il corpo X sia un oggetto con la massa del Sole dovrebbe viaggiare ad una elevata velocità inverosimile (v ≈ 0.06 – 0.1C) per raggiungere la nostra orbita in pochi anni da oggi. […] …tenuto ovviamente conto del fatto che, dopo tutto, una stella barionica avrebbe dovuto essere facilmente individuata se fosse in avvicinamento.

Può essere interessante notare che, viaggiando a v = 0,002 – 0.005c, un corpo di dimensioni X impiegherebbe 300-800 anni per raggiungere l’orbita a 100 kua da noi, mentre 40-90 anni sarebbero richiesti se fosse a soli 12 kua.

Per inciso, il buco nero più vicino finora scoperto la cui distanza è stata direttamente misurata dalla sua parallasse utilizzando le osservazioni del VLBI, è a circa 2 kpc = 4 × 10 8 Au ( Miller-Jones et al . 2009).
Un altro vicino buco nero è V4641 Sgr ( Orosz et al. 2001), a circa 7-12 kpc. La Figura 2 mostra il caso di una nana bruna con M = 80m Jup d X = 5.2 UAE ( Iorio 2009) .

Anche l’ipotesi nana bruna appare come uno scenario altamente improbabile […] perché la loro velocità nell’ordine di v ≈ 100 km s -1 = 3 × 10 -4 c (Faherty et al . 2009) […] impiegherebbe 1-3 mila anni per raggiungere l’orbita terrestre.

Anche il caso di una presunta collisione di un corpo X con massa uguale alla Terra è improbabile […] nei prossimi anni […]
Tutte le traiettorie del corpo X necessarie a raggiungere distanze eliocentriche di circa 1 UA nei prossimi 2 anni sarebbero quindi irrealistiche.

L’inclusione dei pianeti maggiori del sistema solare non causano alterazioni notevoli a tale immagine. Al contrario, dalla nostra analisi numerica si scopre che il passaggio ipotetico di tale organo veloce X non falserebbe le orbite dei pianeti considerati, in particolare della Terra. Invece, una minore velocità di X avrebbe indotto cambiamenti macroscopicamente evidenti per l’orbita della Terra scagliandola via da quella attuale.”

Considerazioni
Dall’estratto dell’articolo del Dott. Iorio, si evince che un corpo estraneo dalle dimensioni del Sole a quelle della Terra, non può raggiungiure il nostro pianeta nei prossimi anni senza che fosse già stato avvistato. La possibiltà è esclusa anche prendendo in considerazione gli esotici corpi sub stellari di recente scoperti e i misconosciuti pianeti erranti, la cui presenza è teoricamente possibile non si avvale di riferimenti scientifici che lo confermano.

Questo studio non smentisce di contro, che nei milioni di anni futuri, non possa accadere che un evento eccezionale possa interessare il nostro Sistema Solare, anche se si tratterebbe statisticamente di un fatto anomalo e inconsueto, considerando che siamo posti in una zona della Galassia relativamente tranquilla e avulsa da eventi catastrofici o da oggetti la cui presenza sarebbe devastante per gli equilibri gravitazionali di stelle, pianeti e della stessa vita, di cui noi siamo testimoni viventi.

Con questo studio si chiude definitivamente, ammesso che per qualcuno ce ne fosse ancora bisogno, la buffonata “apocalisse 2012”, dovuta al passaggio nel Sistema Solare Interno nei prossimi anni, di “Nibiru”, di “Nemesis” o di altri fantomatici corpi erranti.

Adattamento a cura di Arthur McPaul

Un ringraziamento personale al Dott. Iorio per il suo costante e incessante interesse su Nemesis e per aver contribuito con questo studio a smentire una delle più colossali bufale astronomiche di tutti i tempi.

Fonte:
“http://arxiv.org/abs/1009.1374”

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