Fotografato atomo di rubidio85

Posted on ottobre 4, 2010

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Alcuni sostenitori dell’esoscienza, sento spesso dire che in realtà, gli atomi non esitono e sono una vecchia e sorpassata concezione della fisica del ‘900.
In una nuova, entusiasmante scoperta scientifica, gli scienziati dell’ Otago’s Physics Department, guidati dal dottor Mikkel F. Andersen, hanno per la prima volta isolato, intrappolato e fotografato un atomo di Rubidio 85, suscitando l’interesse mondiale per il nuovo orizzonte di possibilità che questa ricerca apre.

Guardando la foto, ennesima che ne rappresenta uno, mi auguro di non sentire più simili idiozie sul web.

Utilizzando una tecnica che sfrutta un raggio laser per intrappolare e raffreddare atomi, è stato possibile rallentare un atomo al punto tale da poterlo fotografare al microscopio. “Ho imparato alle elementari che era impossibile vedere un singolo atomo al microscopio. Beh, la mia insegnante delle elementari si sbagliava” dice Andersen.

Giusto per farvi rendere conto degli ordini di grandezza di cui stiamo parlando, le dimensioni medie di un atomo sono talmente ridotte che 10 miliardi di atomi messi in fila coprirebbero la distanza di un metro.
Ad aggiungersi a questo, gli atomi di Rubidio 85 sono noti per essere difficili da trattenere, perchè non possono essere fermati da campi elettrici, al contrario del Rubidio 87 e del Cesio 133, già fotografati in tempi recenti.

Gli scienziati hanno dimostrato di essere in grado di produrre atomi individuali, un passo fondamentale per la costruzione di computer basati su logica quantistica, che sfruttano le capacità di pochi atomi per ottenere potenze di calcolo impensabili.
I computer quantistici, contrariamente a quelli tradizionali che eseguono un’operazione per volta, possono elaborare diverse informazioni all’istante, estendendo le potenzialità dei computer verso livelli fino ad ora mai visti.

“Il nostro metodo” spiega Andersen, “fornisce un modo per creare atomi necessari alla costruzione di un computer quantistico, ed è ora possibile formare un set di dieci atomi in una volta. Serve un set di 30 atomi per costruire un computer quantistico in grado di eseguire alcune operazioni meglio dei computer esistenti, per cui è un grande passo avanti. E’ stato il sogno degli scienziati del secolo passato dare un’occhiata nel mondo quantico e sviluppare una tecnologia nell’ordine di grandezza più piccolo, la scala atomica. Quello che abbiamo fatto sposta la frontiera di ciò che gli scienziati possono fare, e ci da un controllo deterministico del più piccolo mattone che compone il nostro mondo”.

Il prossimo passo sarà quello di tentare di creare uno stato di entaglement tra gli atomi. “Abbiamo bisogno di creare una comunicazione tra gli atomi che li renda in grado di percepirsi l’un l’altro, in modo tale da “ricordarsi” del compagno a distanza anche quando sono separati. Questa è la proprietà che un computer quantico usa per eseguire operazioni simultaneamente” spiega Andersen.

Fonte:
http://www.physorg.com/news205161948.html 

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Posted in: Fisica chimica