Altre prove del passato umido di Marte

Posted on ottobre 11, 2010

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I dati del Mars Reconnaissance Orbiter suggeriscono che potrebbero essere esistiti ambienti abitabili sotterranei su Marte sopravvissuti fino ad oggi. Gli scienziati hanno scoperto le prove dell’esistenza di un cuscinetto di rocce carbonatiche che una volta erano in profondità sotto la superficie e che sono state rilevate in un cratere. 
“Le Rocce carbonatiche sono state a lungo cercate dalle missioni esplorative di Marte per diverse ragioni” ha dichiarato Joseph Michalski del Science Planetary Institute. Sulla Terra, i carbonati sono presenti sotto gli oceano e all’interno di laghi, per cui lo stesso potrebbe stato per Marte. 
“Tali depositi, potrebbero indicare la presenza di mari che una volta erano presenti su Marte. Inoltre, la scoperta suggerisce l’antica atmosfera marziana era probabilmente più densa e ricca di CO2, rispetto a quella odierna, che potrebbe essere finita nelle rocce carbonatiche”.
(Il canale e la depressione Syrtis Major Planum. Credit: NASA/JPL/University of Arizona)

Questa importante scoperta è stata effettuata all’interno del picco centrale di un cratere a sud-ovest di un vulcano marziano della Syrtis Major. Grazie all’analisi agli infrarossi del Compact Reconnaissance Imaging Spectrometer for Mars (CRISM), gli scienziati hanno individuato i minerali idrotermali grazie alle impronte digitali spettroscopiche. L’immagine nel visibile della fotocamera HiRISE (High Resolution Imaging Science Experiment) a bordo di MRO mostra che i carbonati e silicati idrati sono presenti all’interno del substrato roccioso deformato che è stato riesumato da un antico impatto meteorico vicino al vulcano.
Le rocce carbonatiche una volta erano probabilmente a circa circa 6 km (circa 4 miglia) sottoterra. I minerali di carbonato presenti assieme ai minerali idrati di silicato rappresentano hanno probabile origine idrotermale e quindi confermerebbero la presenza di grosse quantità di acqua liquida nel passato di Marte.
Questo non è il primo rilevamento di carbonati su Marte, ma in passato erano stati trovati su aree molto limitate ed erano un fenomeno localizzato. I carbonati possono essersi formati su una regione molto vasta ma potrebbero poi essere stati coperti in seguito da colate vulcaniche.
La scoperta ha implicazioni anche per l’abitabilità della crosta marziana. “La presenza di carbonati e silicati idrotermali indica che esisteva un sistema idrotermale in presenza di CO2 in profondità nella crosta marziana”, Secondo Michalski un tale ambiente è chimicamente simile ai sistemi idrotermali che esistono all’interno del fondo oceanico della Terra, che sono in grado di sostenere vaste comunità di organismi che non hanno mai visto la luce del giorno.
“Il freddo, secco della superficie di Marte è un posto duro per sopravvivere, anche per i microbi. Se siamo in grado di identificare i luoghi dove una volta esistevano ambienti abitabili in profondità, protetti dall’ambiente duro di superficie rappresenterebbe un grande passo in avanti per l’esplorazione astrobiologica del pianeta rosso”.
Michalski e il co-autore Paul B. Niles del NASA Johnson Space Center hanno recentemente pubblicato i risultati in un articolo intitolato “Deep crustal carbonate rocks exposed by meteor impact on Mars” su Nature Geoscience.
A cura di Arthur McPaul
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