"Gliese 581gate": lo scienziato australiano nega di aver ricevuto segnali dalla discussa esoterra

Posted on ottobre 17, 2010

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Dopo i botta e risposta tra gli scienziati americani e svizzeri, che avevano messo in dubbio la presenza di Gliese 581g, arriva anche la smentita dallo scienziato del SETI australiano Ragbir Bhathal.
La notizia questa volta è tutta italiana, è giunge dal sito del ricercatore ufologico Antonio De Comite. Da quanto si apprende dal suo stesso sito, il “Centro Ufologico Ionico”, il noto ricercatore pare abbia inviato una mail all’astrofisico australiano per chiedere conferma o smentita dei rumors sulla vicenda. 
Ecco quanto riportato:
Come ben saprete, qualche giorno fa la stampa mondiale pubblicò un articolo interessantissimo. Si approfondiva il discorso di un segnale laser, ricevuto nel dicembre 2008 dall’équipe presieduta dal Dottor Ragbir Bhathal (University of Wester Sidney), notizia di cui aveva accennato anche il Centro Ufologico Ionico. I giornalisti, cavalcando la presunta individuazione del pianeta “potenzialmente abitabile” Gliese 581g, hanno frettolosamente dichiarato che il segnale provenisse da quella zona, creando un pò di confusione. Il Centro Ufologico Ionico non si è accontentato degli articoli di stampa e ha deciso, grazie al sottoscritto, di contattare direttamente Bhathal via email. Nella missiva che ho inviato ho scritto ciò:
Caro Dottor Ragbir Bhathal, mi chiamo Antonio De Comite, scrivo da Taranto (Italia), studio il fenomeno UFO e sono amministratore e redattore del sito del CUI (Centro Ufologico Ionico). Vorrei porle, se posso, una domanda sulla sua scoperta del segnale laser nel 2008. Il segnale si è davvero originato dal sistema stellare Gliese e apparentemente lanciato dal pianeta Gliese 581g? Oppure la sua origine si trova in un altro sistema stellare? La ringrazio in anticipo per la cortese risposta che vorrà darmi e, nel frattempo, vi invio i miei migliori auguri per un proficuo e brillante lavoro“.
Sin qui la missiva inviata il giorno 14 ottobre 2010. Ebbene, il giorno 15 ottobre 2010 ricevo la sua risposta ancora più sconvolgente: il segnale laser è stato davvero ricevuto, ma non proveniva da Gliese 581g bensì dall’ammasso globulare 47 Tucanae. Ecco la sua risposta in lingua inglese:
Hi. There has been a mix up of stories by the press.  I have sent the corrections to the newspapers but none of them has corrected it. We found a laser look alike signal from 47 Tucanae about two years ago.  But we did not find the signal again after several months of search.  So we had placed a big question mark against it and had discounted it.”
Una breve descrizione di 47 Tucanae (che si trova a 13.400 anni luce dalla Terra) prese da Wikipedia: “47 Tucanae (noto anche con la designazione di Bayer ξ Tucanae, o NGC 104) è un ammasso globulare visibile nella costellazione australe del Tucano; è uno dei più grandi ammassi globulari conosciuti. Si trova ad una distanza di circa 13.400 anni luce dal sistema solare, ma è abbastanza luminoso da poter essere visto ad occhio nudo, essendo un oggetto di magnitudine +4,91; appartiene alla classe III, cioè molto concentrato“.
Per concludere, abbiamo avuto una risposta precisa, la quale dichiara che la stampa non ha fatto la dovuta correzione, nonostante il dottor Bhathal abbia inviatato la stampa mondiale a farlo. Inoltre afferma che, anche se il segnale laser è stato ricevuto da 47 Tucanae, la fonte non si è più ripetuta, nonostante mesi di ricerca in quel punto, lasciando al dottor Bhathal e la sua équipe un grosso punto interrogativo su che cosa fosse.
Che dire, grazie al Dottor Bhathal sappiamo come sono andate realmente le cose e lo ringraziamo per la risposta che ha inviato al Centro Ufologico Ionico. Grazie ancora. 
Questo ennesimo capitolo dello scandalo Gliese581, ci lascia adir poco allibiti. In pochi giorni, dalla presenza di una esoterra abitabile a solo 20 anni luce dalla Terra, si è passati dala dichiarazione pubblicata da importanti riviste online mondiali, alla scoperta di segnali artificiali provenienti dal sistema planetario. Quindi sono seguite le smentite del team di verifica svizzero, alla riconferma di quello americano e adesso alla smentita del ricercatore SETI australiano.
Un bel guazzabuglio direi, che ci lascia sempre più perplessi. 
Sono sicuro che quello che potremmo chiamare GlieseGate ci sorprenderà ancora…
Arthur McPaul 

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